
Un quartiere cresciuto a metà, con strade mai finite e collegamenti incompleti. A Massimina, periferia ovest della Capitale, qualcosa si muove. La Giunta capitolina ha approvato il progetto di fattibilità per il completamento della viabilità del Piano di Zona, sbloccando un intervento atteso da anni dai residenti.
Il cuore del progetto è la realizzazione dell’asse principale di via Tomasino d’Amico, destinato a collegare via Giuseppe Giunchi e via Paolo Pericoli, correndo parallelo alla linea ferroviaria Roma-Civitavecchia. Un’infrastruttura pensata per ricucire il sistema viario interno al quartiere, oggi frammentato e poco funzionale.
Non solo la strada principale. Il piano prevede anche il completamento della viabilità secondaria, con nuove connessioni, rotatorie e tornanti, oltre al sistema di raccolta delle acque meteoriche. Un intervento complessivo da oltre 7 milioni di euro, realizzato nell’ambito dell’accordo tra Roma Capitale e Regione Lazio per le opere di urbanizzazione nei Piani di Zona, con lavori affidati ad Astral Spa.
«Un intervento che conferma l’impegno sul completamento delle infrastrutture urbane», sottolinea l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia. Un progetto che, spiega, tiene conto anche delle richieste arrivate dal territorio, con una revisione del tracciato.
Soddisfazione anche dal XII municipio, con il presidente Elio Tomassetti che parla di «passaggio fondamentale» per sicurezza e qualità della vita. Il lavoro, rivendica, è stato portato avanti in coordinamento con il Campidoglio, cercando di bilanciare le esigenze dei residenti con la tutela ambientale.
Massimina è uno dei tanti quartieri nati e cresciuti più velocemente delle infrastrutture. Il completamento della viabilità rappresenta uno dei nodi storici di queste aree: meno visibile di una grande opera, ma decisivo nella vita quotidiana. Strade che collegano, illuminazione, servizi. Da qui passa – spesso – la differenza tra periferia e città.
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