Roma, 20 maggio 2026
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Maldive, la procura di Roma dispone le autopsie. Si indaga per omicidio colposo: «Violati i limiti di profondità»

Cinque i connazionali deceduti in una grotta sommersa a oltre 60 metri. Sotto la lente degli inquirenti i brevetti del gruppo, i permessi della spedizione e i video di una GoPro recuperata sul fondo

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 2'
Maldive, la procura di Roma dispone le autopsie. Si indaga per omicidio colposo: «Violati i limiti di profondità»

Entra nel vivo l’inchiesta della procura di Roma sulla tragedia avvenuta nelle acque delle Maldive, nei pressi dell’atollo di Vaavu, dove cinque subacquei italiani hanno perso la vita durante un’immersione in una grotta sommersa a oltre 60 metri di profondità.

I magistrati di piazzale Clodio, coordinati dalla pm Lucia Lotti, hanno aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti e hanno disposto l'autopsia sul corpo di Gianluca Benedetti, l’istruttore padovano individuato già il 15 maggio e prima della vittima a rientrare in Italia, la cui salma è giunta ieri sera all’aeroporto di Milano Malpensa. Gli esami autoptici verranno eseguiti anche sugli altri quattro connazionali non appena verranno rimpatriati.

L'ipotesi degli inquirenti: immersione oltre i limiti consentiti

Il focus delle indagini, condotte in collaborazione con le autorità maldiviane, si concentra sulla dinamica del drammatico incidente. L’ipotesi al vaglio di chi indaga è che il gruppo, affidatosi a un istruttore-guida, possa essere stato indotto a violare i limiti di profondità previsti per le immersioni ricreative, che fissano la soglia massima a 30 metri, spingendosi invece fino a oltre 60 metri all'interno della grotta.

Per fare luce sugli ultimi istanti della spedizione, gli investigatori analizzeranno l’attrezzatura sequestrata. Tra i reperti c'è anche una GoPro recuperata all'interno della cavità, i cui filmati potrebbero contenere elementi decisivi per ricostruire la dinamica dei fatti.

Il giallo dei brevetti e i nomi mancanti

Insieme alle cause fisiche del decesso, l'inchiesta punta a chiarire la regolarità della spedizione. Emergono infatti dubbi sulla preparazione tecnica dei partecipanti. Il legale del tour operator Albatros Top Boat, Orietta Stella, ha dichiarato che non le risulta avessero il brevetto «full cave». Secondo quanto emerge, almeno alcuni dei sub coinvolti possedevano un livello di addestramento inferiore, idoneo solo a immersioni in aree con accesso diretto alla luce naturale, e non a esplorazioni in ambienti cavernosi profondi.

A questo si aggiungono le incongruenze formali segnalate da Mohameed Hussain Shareef, portavoce presidenziale delle Maldive. Shareef ha precisato che, sebbene la spedizione fosse stata autorizzata, le autorità locali non conoscevano il punto esatto dell’esplorazione e, soprattutto, almeno due delle vittime non risultavano iscritte nell’elenco ufficiale presentato dagli organizzatori. Il portavoce ha inoltre descritto il sito della tragedia come un ambiente particolarmente difficile ed estremo, caratterizzato da correnti forti, scarsa visibilità e passaggi complessi.

Il recupero dei corpi e i dettagli della missione di soccorso

Nelle ultime ore le squadre di soccorso hanno individuato e recuperato i corpi delle ultime due disperse, completando il tragico bilancio delle vittime. Le ultime salme portate in superficie sono quelle di Muriel Oddenino e Giorgia Sommacal, quest'ultima figlia della biologa marina Monica Montefalcone, docente dell’Università di Genova, anch’essa deceduta nella grotta insieme al piemontese Federico Gualtieri. Il cadavere dell’istruttore padovano Gianluca Benedetti era stato invece individuato per primo lo scorso 15 maggio.

Le complesse operazioni di search & recovery sul fondo della grotta sono durate circa tre ore e sono state coordinate da Dan Europe. L'intervento è stato eseguito da tre subacquei finlandesi specializzati, supportati dalla guardia costiera e dalla polizia maldiviana. Per operare in un ambiente definito dai soccorritori stessi «estremo e impegnativo», il team tecnico ha dovuto utilizzare configurazioni di sicurezza ridondanti, scooter subacquei e rebreather a circuito chiuso.

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