
Più iniziative di educazione sessuo-affettiva e un maggiore coinvolgimento delle famiglie nella prevenzione della violenza di genere. Sono le risposte indicate dalla Città Metropolitana di Roma e dalla Regione Lazio dopo la comparsa di una cosiddetta «lista stupri» e di una svastica nella succursale del liceo Augusto Righi, in via Boncompagni.
Il caso era stato denunciato dagli studenti dopo il ritrovamento delle scritte nei bagni dell'istituto. Ora il confronto si concentra sulle misure educative da adottare per prevenire episodi simili.
Daniele Parrucci, consigliere delegato all'Edilizia scolastica e alla Formazione della Città Metropolitana di Roma, ha annunciato l'intenzione di rafforzare le iniziative dedicate al rispetto e alla prevenzione della violenza.
«Potenzieremo le iniziative sull'educazione sessuo-affettiva e sul rispetto delle differenze, fornendo agli studenti gli strumenti per sviluppare un sano senso critico», ha dichiarato Parrucci.
Il consigliere ha chiesto anche di individuare i responsabili, sottolineando che episodi del genere non possono essere liquidati come «semplici scherzi o bravate adolescenziali».
L'obiettivo indicato dalla Città Metropolitana è affiancare all'accertamento delle responsabilità un maggiore investimento nella sensibilizzazione degli studenti.
Dalla Regione Lazio arriva invece la proposta di rafforzare la collaborazione tra istituti scolastici e genitori.
«Serve un patto forte tra scuola e genitori: il compito pedagogico della scuola deve trovare continuità in famiglia e viceversa», ha dichiarato Simona Renata Baldassarre, assessora regionale alla Cultura, alle Pari opportunità e alle Politiche giovanili.
Baldassarre ha richiamato il progetto regionale «Ti Rispetto», che coinvolge studenti, docenti e famiglie nella prevenzione della violenza di genere, del bullismo, del cyberbullismo e delle discriminazioni.
«Aiutare le giovani generazioni a costruire relazioni sane e consapevoli è una responsabilità collettiva», ha aggiunto l'assessora.
Le due prese di posizione convergono sulla necessità di una risposta educativa, pur indicando strumenti differenti: il potenziamento delle attività di sensibilizzazione nelle scuole da parte della Città Metropolitana e il coinvolgimento delle famiglie attraverso il progetto regionale.
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