Roma, 27 ottobre 2026
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Viadotto dei Presidenti, inaugurato il tratto ciclabile di 2,7 chilometri: «Un parco lineare per ricucire i quartieri»

Il percorso si estende lungo il viadotto Giovanni Gronchi, dall’incrocio con via della Bufalotta fino al viadotto Giuseppe Saragat. Gualtieri: «Un altro tassello della rigenerazione degli spazi». In programma 150 nuove alberature

di Camilla Palladino TEMPO DI LETTURA 4'
Il sindaco Roberto Gualtieri (al centro), con l’assessore capitolino alla Mobilità Eugenio Patanè (a destra) e il presidente del III municipio Paolo Marchionne (a sinistra). Foto di Camilla Palladino.

Il sindaco Roberto Gualtieri (al centro), con l’assessore capitolino alla Mobilità Eugenio Patanè (a destra) e il presidente del III municipio Paolo Marchionne (a sinistra). Foto di Camilla Palladino.

Da infrastruttura incompiuta e spazio marginale a percorso ciclopedonale, area per l’attività fisica e luogo di connessione tra quartieri. È stato inaugurato lunedì 26 ottobre il nuovo itinerario ciclabile del Viadotto dei Presidenti, nel quadrante nord-est di Roma: un percorso di 2,7 chilometri che si sviluppa lungo il viadotto Giovanni Gronchi, all’altezza dell’incrocio con via della Bufalotta, fino al viadotto Giuseppe Saragat. All’inaugurazione, in via Luce d’Eramo, hanno partecipato il sindaco Roberto Gualtieri, l’assessore capitolino alla Mobilità Eugenio Patanè e il presidente del III municipio Paolo Marchionne. L’intervento ha trasformato un’infrastruttura nata per una diversa destinazione in un parco lineare, con una pista ciclabile, un tracciato per la corsa e spazi verdi che potranno essere ulteriormente attrezzati con alberi e panchine. L’opera è stata realizzata con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), senza impiegare risorse del bilancio del Comune di Roma, come ha sottolineato Patanè. Il progetto punta a superare la funzione originaria del viadotto, restituendo uno spazio fruibile ai residenti e migliorando i collegamenti tra i quartieri.

Dal progetto degli studenti alla riqualificazione del viadotto

L’idea di recuperare l’infrastruttura risale al 2013 e nasce da una proposta elaborata da due giovani architetti, Foffo e Lungo, che avevano immaginato una nuova destinazione per un’opera incompiuta e di fatto inutilizzabile per gli abitanti della zona. «Quello che è sempre stato un oggetto inutilizzabile per le cittadine e i cittadini che abitano nel quartiere poteva invece diventare un luogo diverso per costruire relazioni tra quartieri divisi da un viadotto di fatto autostradale ma urbano», ha ricordato Marchionne durante l’inaugurazione. Il presidente del III municipio ha ringraziato l’amministrazione capitolina per aver creduto nel progetto, sottolineando come la trasformazione sia stata possibile grazie a una visione che supera la semplice realizzazione di una pista ciclabile. «Gli angoli di marginalità possono diventare invece un centro, possono diventare dei luoghi utili, attraversabili per tutte e tutti e cambiare il volto dei nostri quartieri», ha aggiunto Marchionne, riconoscendo il contributo di Gualtieri e Patanè. Il progetto, ha spiegato successivamente il minisindaco, è nato dal basso, a partire dall’intuizione di giovani universitari, per poi essere recuperato e sviluppato dall’amministrazione comunale. Prima dei lavori, il tratto era uno spazio interdetto e degradato, interessato anche da fenomeni di abbandono dei rifiuti e furti di rame. «Non si può dire che non sia partito dal basso», ha osservato Marchionne, evidenziando come il recupero abbia cambiato la funzione di un luogo che in precedenza veniva percepito come marginale. L’intervento rappresenta però soltanto il primo passo: sono già in programma 150 nuove alberature, mentre l’obiettivo è rendere le infrastrutture sempre più gradevoli, accessibili e utilizzabili. Il nuovo percorso potrà inoltre contribuire, in prospettiva, alla ricucitura tra quartieri oggi separati dal viadotto (Val Melaina e Casal Boccone), anche in previsione della realizzazione dei ponti ciclopedonali del Parco delle Sabine.

Foto di Camilla Palladino.

Patanè: «Non solo una ciclabile, ma un parco lineare»

La nuova infrastruttura si inserisce nella strategia capitolina di sviluppo della rete ciclabile, con particolare attenzione ai collegamenti tra i diversi percorsi e ai nodi del trasporto pubblico. «Stiamo parlando di due chilometri e sette, non di una pista ciclabile ma, come vedete, di un parco lineare sostanzialmente», ha spiegato Patanè durante l’evento, indicando la presenza del tracciato per la corsa e dei giardini che potranno essere ampliati nei prossimi mesi. L’assessore ha ricordato che il Comune sta lavorando per completare 140 chilometri di percorsi ciclabili, con circa 100 chilometri già realizzati, e punta ad arrivare a 182 chilometri nel 2027. Numeri che, secondo Patanè, devono essere accompagnati da una maggiore integrazione tra le infrastrutture. «La cosa più importante è che non è tanto la quantità di chilometri di piste ciclabili che abbiamo fatto, sono stati tantissimi, ma la qualità trasportistica e la funzione di mobilità che queste infrastrutture hanno», ha sottolineato. Il percorso del Viadotto dei Presidenti si collega infatti alla rete ciclabile esistente e, attraverso la pista di via Monte Cervialto, consente di raggiungere la linea B1 della metropolitana, creando un collegamento con un importante nodo del trasporto pubblico. La funzione dell’intervento non è quindi soltanto ricreativa: l’obiettivo è facilitare gli spostamenti quotidiani e collegare tra loro quartieri, parchi e stazioni. Patanè ha inoltre rivendicato il ricorso ai finanziamenti europei e ministeriali. «Siamo una delle poche città che ha realizzato tutte le piste ciclabili dei chilometri Pnrr, non ne abbiamo rimandato indietro neanche un solo centesimo», ha dichiarato, precisando che anche il nuovo itinerario è stato finanziato con risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Più biciclette a Roma: i dati citati dall’assessore

A sostegno della necessità di ampliare la rete, l’assessore ha richiamato i dati sull’utilizzo delle biciclette in città. Dove i percorsi sono collegati tra loro, ha spiegato, aumenta anche il numero dei ciclisti. Patanè ha citato incrementi del 28 per cento in tre anni sulla Nomentana e del 27 per cento su viale Angelico. È cresciuto anche il numero di biciclette di proprietà dei romani: dalle 560mila registrate nel 2021 si è passati a 918mila nel 2025. «Non è che non c’è la domanda, la domanda c’è, la dobbiamo servire con una rete sempre più fitta, sempre più connessa, che serva sempre di più i nostri quartieri», ha affermato l’assessore. Nel corso del suo intervento, Patanè ha ringraziato gli architetti che hanno immaginato il progetto e i professionisti che ne hanno seguito la realizzazione, tra cui il personale di Roma Servizi per la Mobilità, l’architetta Angela Verdi, l’architetta Stefania Mira, i direttori e lo staff del Dipartimento Mobilità, oltre al personale del sindaco e dell’assessorato che ha curato l’organizzazione dell’inaugurazione. A margine dell’evento, l’assessore ha ribadito la natura polifunzionale dell’opera: «Non realizziamo soltanto delle mere piste ciclabili, ma dei veri e propri parchi lineari». L’obiettivo è completare la riqualificazione con nuove alberature e panchine, così da rendere il percorso uno spazio adatto non soltanto agli spostamenti in bicicletta, ma anche alla corsa, alle passeggiate e alla sosta.

Il viadotto dei Presidenti. Foto di Camilla Palladino.

Gualtieri: «Roma partiva da un livello scandalosamente basso»

Per il primo cittadino, l’inaugurazione rappresenta un ulteriore passaggio nel programma di rigenerazione degli spazi urbani e di ampliamento della rete ciclabile. «Facciamo un altro tassello della nostra idea, visione di trasformazione e rigenerazione degli spazi», ha dichiarato Gualtieri, ricordando come il viadotto fosse stato concepito secondo una logica incentrata sulle grandi infrastrutture stradali. Oggi, ha aggiunto, può essere ripensato e restituito alla città con una funzione diversa. Il sindaco ha ringraziato Marchionne e il III municipio per aver contribuito a far nascere e sviluppare l’idea, oltre a Patanè e al Dipartimento Mobilità per averla tradotta in un intervento concreto grazie alle risorse del Pnrr. Il sindaco ha quindi ribadito la necessità di recuperare il ritardo accumulato da Roma nella realizzazione dei percorsi ciclabili. Secondo il primo cittadino, la crescita degli spostamenti in bicicletta è strettamente legata alla quantità delle infrastrutture, ma soprattutto alla loro integrazione. Da qui la necessità di proseguire con nuovi interventi e di raccordare il percorso del Viadotto dei Presidenti al resto della rete cittadina, anche attraverso le previsioni del Biciplan. «Quanto più sono belle, nuove, moderne, integrate, di nuova concezione, tanto più sono utilizzate da tutti», ha osservato Gualtieri, sottolineando che il nuovo itinerario non sarà soltanto un collegamento tra due punti, ma anche un luogo da vivere. Il progetto prevede infatti aree fitness, spazi verdi e una progressiva sistemazione dell’arredo urbano. Con l’avvio della stagione delle piantumazioni potranno essere aggiunti alberi, mentre il completamento degli spazi consentirà di rendere il parco lineare ancora più fruibile. «Questo viadotto non aveva senso senza un intervento di questo tipo, diventa molto bello», ha dichiarato il sindaco a margine dell’inaugurazione, aggiungendo che l’amministrazione lavorerà per proseguire il percorso e collegarlo al resto della rete ciclabile.

Roma e la classifica delle città green

A margine dell’evento, Gualtieri è stato interpellato anche sulla classifica delle città più verdi pubblicata dal Sole 24 Ore, nella quale, secondo quanto riportato nella domanda del giornalista, Mantova si trova al primo posto e Roma al 68esimo. Il sindaco ha indicato nell’ampliamento delle piste ciclabili uno degli interventi con cui la Capitale punta a migliorare i propri risultati. «Stiamo lavorando su tutti gli indicatori che sono in crescita, a partire proprio dalle ciclabili, e questo è un altro tassello», ha spiegato, ricordando che Roma parte da una copertura di piste ciclabili che ha definito «scandalosamente bassa». Gualtieri ha sottolineato che le dimensioni della Capitale rendono più complesso il confronto con altre città in alcuni indicatori legati alla superficie e alla popolazione, ma ha confermato l’intenzione di proseguire con il piano di sviluppo della rete. Il nuovo itinerario del Viadotto dei Presidenti si inserisce così in un programma che punta a coniugare mobilità sostenibile, riqualificazione urbana e nuovi spazi pubblici. La sfida, adesso, sarà completare il verde e gli arredi, migliorare i collegamenti con gli altri percorsi e trasformare un’infrastruttura a lungo inutilizzata in un luogo frequentato dai residenti.

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