Roma, 23 settembre 2026
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Nel Lazio cinque nuovi vitigni entrano nel registro delle varietà autoctone: ora sono 52

Roncetto, Veciò, Frabotta, Tagliaferro e Mostaccina sono stati iscritti nel Registro Volontario Regionale. Salgono così a 52 le varietà locali di vite tutelate nel Lazio, di cui 49 destinate alla produzione di vino

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Nel Lazio cinque nuovi vitigni entrano nel registro delle varietà autoctone: ora sono 52

Cinque nuovi vitigni locali entrano nel patrimonio viticolo tutelato del Lazio. Si tratta di Roncetto, Veciò, Frabotta, Tagliaferro e Mostaccina, iscritti nel Registro Volontario Regionale dedicato alle risorse genetiche autoctone di interesse agrario a rischio di erosione.

Con le nuove iscrizioni, approvate dalla Commissione tecnico-scientifica per la sezione Vegetale, salgono a 52 le varietà locali di vite tutelate nella regione: 49 destinate alla produzione di uva da vino e tre di uva da tavola.

Dai Monti Lucretili alla Valle di Comino

I cinque vitigni provengono da territori differenti del Lazio.

Roncetto e Veciò, entrambi a bacca rossa, sono stati individuati nel territorio del Parco regionale naturale dei Monti Lucretili, tra Roccagiovine, San Polo dei Cavalieri e Marcellina.

La Frabotta, a bacca bianca, è stata invece censita a Sant’Elia Fiumerapido, in un’area storica compresa tra la Valle di Comino e il Cassinate, dove veniva coltivata insieme ad altri vitigni locali, tra cui il Maturano.

Il Tagliaferro è storicamente presente tra la Sabina Romana, la media valle dell’Aniene, i Monti Ruffi e i Monti Affilani.

La Mostaccina è stata invece individuata nel territorio di Olevano Romano.

Le ricerche a Olevano Romano

Proprio a Olevano Romano sono stati rintracciati esemplari sia di Tagliaferro sia di Mostaccina durante i sopralluoghi condotti dal CREA tra il 2020 e il 2022.

Le attività rientravano nel progetto “Biotices. Alle radici del Cesanese”, finanziato dal GAL Terre di PRE.GIO. e realizzato con il contributo del CREA Viticoltura ed Enologia e di ARSIAL.

L’iscrizione nel Registro Volontario Regionale permette di inserire queste varietà nei programmi di conservazione previsti dalla normativa regionale per contrastare il rischio di perdita del patrimonio genetico agricolo.

Nel Lazio 270 risorse genetiche autoctone tutelate

La tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario è disciplinata dalla legge regionale 15 del 2000, che affida ad ARSIAL la gestione del Registro Volontario Regionale e della Rete di Conservazione e Sicurezza.

Nel complesso sono attualmente 270 le risorse genetiche autoctone tutelate nel Lazio: 246 vegetali e 24 animali.

Secondo i dati diffusi dalla Regione, i vitigni considerati a rischio di erosione genetica interessano circa 760 ettari, sui 3.173 complessivamente destinati alle varietà autoctone.

Nel 2025 i vini monovarietali ottenuti da questi vitigni hanno generato una rivendicazione di circa 10mila ettolitri, coinvolgendo 101 cantine.

Quasi cento cantine coinvolte negli ultimi dieci anni

Negli ultimi dieci anni, secondo i dati regionali, i vitigni a ridotta diffusione hanno contribuito all’avvio o alla rivitalizzazione di quasi cento cantine del Lazio.

La Regione punta quindi a collegare la conservazione della biodiversità agricola alla possibilità, soprattutto per le aziende di dimensioni più piccole, di costruire produzioni maggiormente legate all’identità dei singoli territori.

«Con l’iscrizione di queste cinque nuove varietà rafforziamo un patrimonio unico, frutto della storia e del lavoro dei nostri territori, che vogliamo preservare e, al tempo stesso, valorizzare», ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura Giancarlo Righini.

Per il presidente di ARSIAL Massimiliano Raffa, il recupero dei vitigni locali può inoltre offrire nuove opportunità alle imprese e differenziare l’offerta delle cantine attraverso produzioni maggiormente riconoscibili per origine e territorio.

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