
Le opere della street artist Laika imbrattate con spray nero, il gallerista minacciato e immobilizzato da un gruppo di uomini a volto coperto. È quanto accaduto nel tardo pomeriggio di martedì 27 ottobre alla galleria Rosso20sette, in via del Sudario 39, nel centro di Roma, dove è allestita la mostra «The Collapse of Democracy – States of Injustice, Chapter 2». Sull’episodio interviene Marilena Grassadonia, coordinatrice delle Politiche per i Diritti LGBT+ di Roma Capitale, che esprime solidarietà all’artista e condanna il gesto. «Diverse opere di Laika, esposte a Roma durante la mostra “The Collapse of Democracy”, sono state vandalizzate ieri sera da un gruppo di uomini incappucciati. Un gesto vigliacco e squadrista», dichiara Grassadonia in una nota diffusa mercoledì 28 ottobre.
Secondo quanto ricostruito finora, tre uomini con il volto coperto sono entrati nella galleria mentre all’interno si trovava soltanto il titolare, Stefano Ferraro. Gli aggressori lo avrebbero immobilizzato e minacciato, per poi imbrattare con vernice nera le opere esposte. La polizia è intervenuta sul posto e ha avviato gli accertamenti per ricostruire l’accaduto e individuare i responsabili. Le telecamere presenti nella strada potrebbero fornire elementi utili alle indagini. Al momento dell’aggressione, nella galleria era in corso la mostra dedicata ai lavori realizzati da Laika dopo il suo secondo viaggio negli Stati Uniti. L’esposizione comprende opere su tela, lavori su carta e installazioni che affrontano temi politici e sociali. Tra i lavori colpiti figurano «The King is Naked», con il presidente statunitense Donald Trump raffigurato nudo, e «Burn, Tesla, Burn», che mostra una Tesla in fiamme. In un’altra opera compare la cantante Patti Smith con il messaggio «Free Palestine», mentre Rosa Parks e Martin Luther King sono rappresentati come simboli della lotta contro il razzismo.
Nella sua dichiarazione, Grassadonia sottolinea il valore del lavoro dell’artista e il suo legame con la città. «Da sempre, l’arte di Laika è un manifesto di libertà e democrazia: denuncia le ingiustizie e le contraddizioni del nostro tempo, dà voce a chi non ne ha e restituisce speranza e dignità», afferma la coordinatrice delle Politiche per i Diritti LGBT+ di Roma Capitale. Grassadonia ricorda anche alcuni degli interventi dell’artista che hanno trovato spazio nella Capitale. Tra questi, l’opera donata per la campagna a sostegno di Maja T., promossa da numerose associazioni LGBTQIA+ italiane, e il murale dedicato a Michela Murgia, inaugurato dal sindaco Roberto Gualtieri sulla parete di un edificio del V municipio. La solidarietà si conclude con un messaggio rivolto direttamente alla street artist: «Ad una grande artista del nostro tempo, a Laika, va il mio abbraccio più forte e la mia piena solidarietà. Nessun segno nero potrà mai cancellare la libertà dell’arte che tante volte ha portato nelle strade della nostra città e per cui tutte e tutti noi continueremo a combattere». L’aggressione alla galleria rappresenta un episodio particolarmente grave anche per le modalità con cui è stata condotta: non soltanto il danneggiamento delle opere, ma anche le minacce rivolte alla persona presente nello spazio espositivo. Le indagini dovranno chiarire l’identità degli autori e le motivazioni del blitz.
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