Roma, 27 ottobre 2026
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Il prefetto di Roma lancia l'allarme droga: «Troppa richiesta». Sulle bombe: «Possibili legami con lo spaccio»

Il prefetto della Capitale interviene sul mercato degli stupefacenti e sulle tensioni tra gruppi criminali: «Mai viste così tante operazioni antidroga». Ancora da accertare eventuali collegamenti con gli ordigni esplosi nelle ultime settimane

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Il prefetto di Roma lancia l'allarme droga: «Troppa richiesta». Sulle bombe: «Possibili legami con lo spaccio»

«A Roma c'è troppa richiesta di droga, questo è il vero problema». È l'allarme lanciato dal prefetto della Capitale, Lamberto Giannini, intervenuto martedì 27 ottobre al Salone della Giustizia e ai microfoni di RTL 102.5.

Secondo il prefetto, la diffusione degli stupefacenti rappresenta una delle principali criticità sul fronte della sicurezza cittadina. Tra le sostanze più presenti indica cocaina, crack, anfetamine e droghe leggere, richiamando l'attenzione sul rapporto tra consumo e criminalità organizzata.

«Mai così tante operazioni antidroga, ma aumenta la competizione criminale»

«Non ho mai assistito a così tante operazioni antidroga», ha dichiarato Giannini, sottolineando come i numerosi interventi delle forze dell'ordine e gli arresti di esponenti dei clan possano essere seguiti da nuove tensioni per il controllo del mercato.

Secondo il prefetto, infatti, dopo le operazioni più importanti altri gruppi criminali tentano di occupare gli spazi lasciati liberi, dando origine a regolamenti di conti e competizione tra organizzazioni.

Un quadro che potrebbe avere collegamenti anche con la recente serie di esplosioni nella Capitale. Rispondendo a una domanda sugli ordigni, Giannini ha precisato: «Vedremo se anche questi ordigni esplosivi possano essere in qualche modo collegati a questo».

Il fenomeno è già al centro dell'attenzione delle istituzioni. Come raccontato da La Capitale dopo le esplosioni a Don Bosco, Alessandrino, Borghesiana e San Basilio, il sindaco Roberto Gualtieri aveva avuto un confronto con Giannini, mentre gli investigatori stavano verificando eventuali collegamenti tra gli episodi.

L'appello ai giovani: «Anche un consumo marginale alimenta le mafie»

Per il prefetto, il contrasto allo spaccio non può limitarsi alle operazioni di polizia, ma deve riguardare anche la domanda di stupefacenti.

«Tutti devono avere la consapevolezza che anche un consumo marginale di droga alimenta i grandi gruppi criminali e le mafie», ha affermato Giannini.

Da qui l'appello rivolto soprattutto ai giovani, invitati a riflettere sulle conseguenze del consumo e sul finanziamento delle organizzazioni criminali.

«Finché la domanda rimarrà così alta, purtroppo, ci sarà sempre qualcuno che vorrà approfittarne», ha concluso il prefetto.

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