Roma, 7 ottobre 2026
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L’ondata di bombe fa scattare l’allarme. Gualtieri sente il prefetto: «Contesto criminale»

Dopo le esplosioni di Don Bosco, Alessandrino, Borghesiana e San Basilio il sindaco ha parlato con Giannini: «Massimo impegno di Procura e forze di polizia». Gli investigatori verificano eventuali collegamenti

di Camilla Palladino TEMPO DI LETTURA 3'
L’ondata di bombe fa scattare l’allarme. Gualtieri sente il prefetto: «Contesto criminale»

Quattro esplosioni in pochi giorni, in diversi quadranti della Capitale, e l’attenzione delle istituzioni che sale. Dopo gli ordigni esplosi a Don Bosco, Alessandrino, Borghesiana e San Basilio, il sindaco Roberto Gualtieri ha sentito il prefetto di Roma Lamberto Giannini per fare il punto sulle indagini. Un’escalation che si inserisce in una serie di episodi analoghi registrati negli ultimi mesi e sui quali gli investigatori stanno cercando possibili connessioni. «Ho sentito il prefetto Giannini sulle esplosioni avvenute negli ultimi giorni a Don Bosco, all’Alessandrino, alla Borghesiana e a San Basilio», ha fatto sapere Gualtieri. Secondo il sindaco, il prefetto sta seguendo «costantemente la situazione» mentre è in corso «una intensa attività investigativa» con il coinvolgimento della Procura e delle forze di polizia.

L’ultima bomba a San Basilio

L’ultimo episodio, nella notte tra il 5 e il 6 ottobre, è avvenuto a San Basilio, in via Filottrano. Un ordigno rudimentale è esploso poco dopo le 2 all’interno del cortile di un palazzo. Il boato ha svegliato i residenti e circa cinquanta persone sono state temporaneamente evacuate per consentire le operazioni di messa in sicurezza e i rilievi. Non si sono registrati feriti.

Solo il giorno precedente, due esplosioni avevano colpito altrettante attività commerciali: una bomba carta davanti a una sala slot all’Alessandrino e un ordigno davanti a un’enoteca a Don Bosco. Gli episodi hanno provocato danni alle strutture e alle auto parcheggiate nelle vicinanze. A questi si aggiunge l’esplosione avvenuta nei giorni precedenti alla Borghesiana, davanti a un autosalone in via Casilina.

Gualtieri: «Piena fiducia nell’azione dello Stato»

È proprio la sequenza ravvicinata degli episodi ad aver riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nei quartieri della periferia romana. Gli investigatori stanno verificando se alcune delle esplosioni possano essere riconducibili a un unico contesto o se si tratti invece di episodi distinti. Tra le ipotesi investigative c’è anche quella di possibili dinamiche criminali legate a attività illecite e di intimidazione. Il sindaco parla, però, di un quadro ancora affidato alle indagini. «Il contesto appare di natura criminale, anche in relazione ad alcuni recenti risultati ottenuti nell’attività di contrasto ad attività malavitose», afferma Gualtieri. Da qui il sostegno all’azione investigativa: «Esprimo piena fiducia e massimo sostegno all’azione dello Stato per fare luce su quanto accaduto, assicurare i responsabili alla giustizia e garantire la sicurezza dei cittadini». Le indagini dovranno ora chiarire soprattutto chi abbia piazzato gli ordigni, quali siano i moventi e se esista un filo comune tra i diversi episodi. Nel frattempo, dopo mesi di esplosioni registrate in diversi quartieri della Capitale, il nuovo susseguirsi di attentati ha riportato la questione della sicurezza al centro del confronto istituzionale.

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