
Una nuova, ennesima esplosione scuote Roma e porta questa volta l’attenzione sul quadrante del Tuscolano, dopo gli episodi registrati nelle scorse settimane nella zona orientale della Capitale. L’ultimo episodio si è verificato all’alba di lunedì 5 ottobre, in via Calpurnio Fiamma, dove un ordigno ha provocato diversi danni e fatto nuovamente scattare l’allarme tra gli abitanti.
La deflagrazione ha interessato la strada e le attività presenti nella zona. Due automobili sono rimaste danneggiate, mentre l’onda d’urto ha distrutto un cassonetto dell’Ama e causato danni anche a un’enoteca. Resta ancora da chiarire se uno degli esercizi o dei veicoli coinvolti fosse effettivamente il destinatario dell’azione oppure se i danni siano una conseguenza dell’esplosione.
Sul posto sono arrivati gli agenti del VII Distretto Tuscolano, impegnati nei primi accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto. La strada è stata temporaneamente interdetta al traffico per permettere agli investigatori di effettuare i rilievi e raccogliere gli elementi utili alle indagini.
Sono state inoltre raccolte le testimonianze di alcune persone che potrebbero aver assistito a movimenti o circostanze utili a ricostruire quanto accaduto nelle ore precedenti alla deflagrazione.
Al momento non sono stati chiariti né il possibile obiettivo dell’attentato né il movente. Saranno quindi gli accertamenti investigativi a stabilire se l’episodio possa essere collegato ad altri fatti avvenuti recentemente nella Capitale.
L’esplosione riaccende anche il dibattito sulla sicurezza nel territorio del VII Municipio. Il presidente municipale Francesco Laddaga ha espresso preoccupazione, sottolineando come quello avvenuto in via Calpurnio Fiamma rappresenti, secondo quanto dichiarato, il terzo episodio verificatosi negli ultimi mesi nel territorio, con particolare riferimento al quadrante Don Bosco.
Già dopo un precedente episodio, il presidente aveva sollecitato un confronto con le autorità competenti attraverso la convocazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, evidenziando la necessità di rafforzare la presenza delle forze dell’ordine nella zona.
Sulla nuova esplosione interviene anche Pasquale Grosso, presidente di ÀP - Antimafia Pop Academy, che invita a non ricondurre gli episodi di violenza al solo fenomeno del degrado urbano.
«Le bombe non sono figlie del degrado. Sono mafia», afferma Grosso, richiamando l’attenzione sulla possibile presenza di dinamiche legate alla criminalità organizzata nella Capitale.
Nel suo intervento, il presidente di ÀP sottolinea come gli episodi verificatisi durante i mesi estivi abbiano interessato anche alcuni quartieri popolari di Roma, dove, secondo la sua lettura, potrebbero essere in corso conflitti connessi al narcotraffico e al controllo delle piazze di spaccio.
Grosso chiede quindi che politica e istituzioni affrontino il fenomeno con strumenti specifici di contrasto alla criminalità organizzata, evitando di sovrapporre automaticamente il tema del degrado urbano a quello della violenza criminale.
Dopo il nuovo episodio, Laddaga ha riferito di aver avuto un contatto con la Prefettura e annunciato la convocazione, nei prossimi giorni, del Tavolo Municipale sulla Sicurezza.
L’obiettivo sarà analizzare la situazione del quadrante e valutare eventuali interventi. Tra le richieste avanzate dal presidente figurano un incremento dei controlli sul territorio e un rafforzamento degli organici delle strutture delle forze dell’ordine presenti nella zona.
Nel frattempo, gli investigatori proseguono gli accertamenti per individuare eventuali responsabili e soprattutto comprendere perché l’ordigno sia stato collocato proprio in via Calpurnio Fiamma. Un elemento centrale delle indagini sarà dunque stabilire se l’esplosione costituisca un episodio isolato oppure se possa inserirsi in una sequenza più ampia di fatti ancora da ricostruire.
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