Roma, 19 marzo 2026
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La sfida della prossimità: Dubai punta alla città dei 20 minuti, Roma a quella dei 15

Due modelli di sviluppo a confronto: tra i corridoi ombreggiati di «Dubai 10X» e i cantieri del Pnrr per la città dei quindici minuti

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 4 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
La sfida della prossimità: Dubai punta alla città dei 20 minuti, Roma a quella dei 15

Mentre le amministrazioni delle maggiori città europee, e non solo, si interrogano su come rendere le metropoli più vivibili e meno dipendenti dalle auto, due visioni speculari si affacciano all'orizzonte del 2026. Da una parte l'efficienza tecnologica di Dubai, dall'altra il tentativo di rigenerazione policentrica di Roma. Se l'obiettivo è lo stesso, ed è quello di riportare i servizi a portata di passo, le strategie riflettono la natura di scelte profondamente diverse.

Dubai 10X: Il futuro è a 20 minuti (e all'ombra)

La riflessione parte dal fatto che lo sceicco Hamdan ha recentemente dato il via libera definitivo al progetto Dubai 10X, una scommessa che punta a posizionare l’emirato dieci anni avanti rispetto a ogni altra capitale globale.

Il cuore della rivoluzione è la «20-Minute City». Entro il 2040, l'80% dei servizi essenziali dovrà essere raggiungibile entro venti minuti a piedi o in bicicletta.

Non si tratta solo di una dichiarazione d'intenti. Il piano della RTA (Roads and Transport Authority) prevede numeri impressionanti. Una rete interconnessa di 6.500 km, con la costruzione di 3.300 km di nuove piste ciclabili e pedonali.

La sfida climatica del deserto viene affrontata con l'introduzione di «corridoi di mobilità flessibili» e, soprattutto, un massiccio aumento delle aree verdi ombreggiate per rendere il cammino fisicamente sostenibile anche sotto il sole degli Emirati. Il progetto pilota è già realtà ad Al Barsha 2, segnando un passaggio epocale per una città nata e cresciuta attorno all'automobile.

Roma e la «Città dei 15 minuti»: la sfida del recupero

Dall'altra parte del Mediterraneo, Roma sta portando avanti il suo ambizioso programma «15 Municipi 15 Progetti». Se mentre Dubai deve «costruire» il futuro, Roma deve «riqualificare» il presente. L'amministrazione Gualtieri ha messo sul piatto oltre 22,5 milioni di euro per i primi interventi di rigenerazione urbana, con l'obiettivo di trasformare la Capitale in una città dei 15 minuti.

A differenza di Dubai, dove l'infrastruttura parte spesso da zero, a Roma la priorità è la ricucitura dei quartieri. Mentre l'emirato annuncia 110 nuovi ponti iconici, Roma lavora su opere di prossimità come il Ponte ciclopedonale di via Monsignor Orsi (Municipio VI) o il Masterplan di Valco San Paolo (Municipio VIII).

I dati certificati dal Biciplan e dal PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) mostrano una Roma in rincorsa: l'obiettivo è arrivare a 1.244 km di ciclabili nei prossimi dieci anni, con un traguardo intermedio di oltre 140 km di nuove piste entro il 2026. Se Dubai punta alla guida autonoma, Roma punta (finalmente) a garantire marciapiedi dignitosi e a portare il 5G in tutta la rete metropolitana entro giugno 2026 per migliorare l'esperienza del trasporto pubblico.

Due modelli a confronto

Dubai utilizza la tecnologia e il design monumentale per connettere punti di riferimento come il Burj Khalifa e il DIFC. Roma utilizza la rigenerazione degli spazi pubblici esistenti – scuole, parchi e centri culturali – per trasformare zone come Tufello, Spinaceto e Ostia Antica in nuovi centri di vita urbana.

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