
Dopo giorni di tensioni e un dibattito politico infuocato, la data è segnata sul calendario. Sarà infatti oggi che la premier Giorgia Meloni salirà al leggio della Camera e del Senato per fare il punto sulla crisi in Iran.
Ad annunciarlo è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, che direttamente dal Transatlantico ha confermato la disponibilità della Presidente del Consiglio a «allargare» le comunicazioni già previste per il Consiglio Europeo, includendo un focus dettagliato sul caos che sta scuotendo il Medio Oriente. Una mossa che punta a placare le acque in Aula, ma che arriva dopo ore di dichiarazioni pesanti.
La premier non ha nascosto la sua profonda preoccupazione per quello che ha definito un «mondo governato dal caos». Intervenendo ai microfoni di RTL 102.5, Meloni ha puntato il dito contro la crisi del diritto internazionale, definendo l'instabilità attuale come la conseguenza quasi inevitabile di precedenti violazioni della sovranità tra Stati. Il timore principale riguarda le ripercussioni dirette sull'Italia, non solo sul piano diplomatico — dove il governo cerca spiragli per riaprire i negoziati sul nucleare iraniano, a patto che Teheran fermi gli attacchi ai Paesi vicini — ma anche su quello economico. Su questo fronte, la premier ha lanciato un avvertimento chiaro: il governo è pronto a usare il pugno di ferro contro la speculazione su energia e generi alimentari, arrivando a ipotizzare un aumento delle tasse per le aziende che approfitteranno della crisi.
Nonostante l'annuncio della sua presenza in Aula mercoledì prossimo, le opposizioni non hanno risparmiato critiche durissime, accusando la premier di aver preferito i «monologhi via radio» al confronto istituzionale. Elly Schlein, segretaria del PD, ha parlato di una situazione dai risvolti imprevedibili che mette a rischio la fragile tregua a Gaza, lamentando l'assenza di una linea politica chiara. Ancora più sferzante Giuseppe Conte: il leader del Movimento 5 Stelle ha accusato Meloni di «scappare dal Parlamento» mandando avanti i ministri Tajani e Crosetto, definiti «approssimativi», e criticando la mancanza di una condanna esplicita per le azioni militari di Stati Uniti e Israele.
Il clima a Montecitorio resta elettrico. Angelo Bonelli (AVS) ha espresso tutto il suo sdegno per quella che considera una fuga della premier dalle proprie responsabilità, arrivando a sostenere che l'attuale gestione della crisi stia trascinando l'Italia verso un conflitto armato. Anche Riccardo Magi (+Europa) ha rincarato la dose, suggerendo che il silenzio della premier sia figlio di una mancanza di visione: secondo Magi, il governo sarebbe stato colto di sorpresa dalle mosse di Donald Trump e non avrebbe idea di come gestire l'immediato futuro. Mercoledì prossimo, tra i banchi del Parlamento, le risposte della premier dovranno necessariamente andare oltre i microfoni radiofonici.
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi