
Lo Stadio Centrale del Foro Italico si prepara a cambiare volto. L’Assemblea capitolina ha dato il via libera definitivo al progetto di riqualificazione architettonica e funzionale dell’impianto, chiudendo un iter condiviso tra istituzioni e soggetti coinvolti nella gestione e valorizzazione del complesso sportivo. Un passaggio atteso, che consente di avviare concretamente un intervento pensato per trasformare uno degli impianti simbolo dello sport romano in una struttura più moderna e fruibile, capace di superare la dimensione legata esclusivamente ai grandi eventi tennistici.
La delibera approvata conclude un percorso progettuale sviluppato da Sport e Salute insieme al Ministero della Cultura, alla Regione Lazio, al CONI e a Roma Capitale. L’obiettivo è restituire alla città uno spazio completamente rinnovato, non solo sotto il profilo strutturale ma anche nella sua funzione urbana, rendendolo accessibile e utilizzabile durante tutto l’anno.
Nel dettaglio, il progetto prevede una trasformazione significativa dell’impianto. Il cuore dell’intervento è rappresentato dalla realizzazione di una nuova copertura, composta da una parte fissa di 6.500 metri quadrati e da una mobile di 1.700 metri quadrati, che permetterà un utilizzo continuativo della struttura. La capienza salirà fino a 12.500 posti, mentre verranno realizzati circa 2.000 metri quadrati di terrazze panoramiche, pensate per ampliare l’esperienza degli spettatori e aprire lo stadio anche a funzioni diverse. Particolare attenzione sarà riservata all’accessibilità, con l’introduzione di nuovi ascensori e percorsi dedicati, e alla mobilità, attraverso il potenziamento delle aree di sosta tra viale dei Gladiatori e via Roberto Morra.
L’idea alla base del progetto è quella di superare il modello tradizionale di impianto utilizzato solo in occasione degli eventi, trasformando lo Stadio Centrale in uno spazio polifunzionale attivo tutto l’anno. Un cambio di paradigma che guarda alla sostenibilità economica e sociale delle infrastrutture sportive, integrandole nella vita quotidiana della città e rendendole parte del tessuto urbano.
L’intervento sullo stadio si inserisce in una strategia più ampia che riguarda l’intero quadrante Flaminio, da tempo al centro di una serie di progetti di rigenerazione urbana e culturale. Tra questi, il nuovo Museo della Scienza, il recupero delle ex caserme di via Guido Reni, il progetto del Grande MAXXI, l’ampliamento del sagrato dell’Auditorium Parco della Musica, la riqualificazione di viale de Coubertin, la futura linea tranviaria e gli interventi nell’area del Palazzetto dello Sport progettato da Pier Luigi Nervi. Un insieme di trasformazioni che punta a ridefinire il volto di uno dei quadranti più dinamici della città.
A sottolineare il valore strategico dell’intervento è stato l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia: «La riqualificazione dello Stadio Centrale del Foro Italico è un progetto strategico non solo per il rilancio dell’impianto sportivo, ma anche per il più ampio processo di trasformazione urbanistica dell’intero quadrante Flaminio. Rappresenta un modello di sviluppo urbano contemporaneo, basato sulla sinergia tra sport, cultura e spazio pubblico. In tale prospettiva, il rinnovamento dello Stadio Centrale costituisce un tassello fondamentale per costruire una città più inclusiva, sostenibile e competitiva a livello europeo. L’approvazione di questa delibera, per cui ringrazio l’Assemblea capitolina, si inserisce quindi in una visione più ampia di trasformazione della città, in cui lo sport diventa motore di sviluppo sostenibile e leva di valorizzazione del patrimonio esistente».
Con l’approvazione definitiva della delibera, il progetto entra ora nella fase operativa. Il restyling dello Stadio Centrale rappresenta uno degli interventi più significativi per il futuro del Foro Italico, con l’ambizione di rafforzarne il ruolo non solo come sede di grandi eventi sportivi, ma come spazio urbano aperto, integrato e contemporaneo. Una trasformazione che guarda al futuro, ma che si misura con una sfida concreta: rendere stabile e quotidiana la relazione tra impianti sportivi e città.
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