
Sondaggio online della Bce, sulla banconota da 100 euro è raffigurato Leonardo da Vinci
Maria Callas con lo sguardo rivolto oltre il palcoscenico. Ludwig van Beethoven trasformato in un ritratto contemporaneo. Marie Curie, Leonardo da Vinci, Miguel de Cervantes e Bertha von Suttner impressi sulla carta che attraversa ogni giorno le città europee. Le nuove banconote in euro potrebbero assomigliare a una galleria portatile, una collezione di volti, paesaggi e simboli custodita nei portafogli di milioni di persone.
Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, ha presentato a Francoforte i dieci design finalisti scelti per ridisegnare le banconote della moneta unica. Cinque proposte sono dedicate alla cultura europea, le altre cinque al tema fiumi e uccelli. Saranno i cittadini a esprimere la propria opinione attraverso un sondaggio online aperto fino al 21 settembre. La decisione definitiva è prevista entro la fine del 2026.
«Da queste dieci proposte ne verrà scelta una alla fine del 2026: chiediamo a voi di partecipare a un sondaggio con l’obiettivo di raccogliere l’opinione pubblica su ogni design e supportare la decisione alla fine dell’anno. Vi incoraggio a partecipare al sondaggio online, diteci quale design preferite».
Il primo tema sembra quello di omaggiare simboli ideali dell’identità europea, capaci di oltrepassare le frontiere nazionali. Insieme Maria Callas - soprano greco naturalizzato italiano - e Ludwig van Beethoven, compare Marie Curie, scienziata e premio Nobel, raffigurata in una delle proposte sulla banconota da 20 euro. Ci sono poi Miguel de Cervantes, scrittore e poeta spagnolo, Leonardo da Vinci e Bertha von Suttner, scrittrice austriaca e premio Nobel per la Pace.
Non sono soltanto personalità celebri. Sono traiettorie europee: vite attraversate da lingue, corti, laboratori, teatri e città differenti. Leonardo trascorse gli ultimi anni in Francia; Callas fece della propria voce un linguaggio internazionale; Beethoven compose una musica divenuta il suono istituzionale dell’Unione.
Sul retro delle banconote dedicate alla cultura apparirebbero invece luoghi simbolici della vita collettiva, come biblioteche, scuole, musei e spazi pubblici. Il denaro diventa così una piccola architettura narrativa, con un volto sul davanti e uno spazio comune sul retro.
L’alternativa abbandona i ritratti e si muove lungo corsi d’acqua, rive e cieli aperti. Le proposte dedicate a fiumi e uccelli mostrano specie come il martin pescatore e la cicogna, mentre sul retro trovano spazio alcune delle principali istituzioni dell’Unione europea.
È una scelta più originale, e non meno politica. La natura diventa simbolo di continuità, movimento e appartenenza a un territorio condiviso. I fiumi attraversano i confini senza riconoscerli, mentre gli uccelli migrano seguendo geografie più antiche di quelle disegnate sulle mappe.
Secondo Lagarde, il tema è stato pensato per «simboleggiare la libertà e la nostra connessione con la natura».
«Le banconote in euro non sono un semplice mezzo di pagamento: sono una delle espressioni più tangibili dell’Europa».
«Coniugando bellezza e significato, rinsalderanno la nostra identità comune».
Le banconote attualmente in circolazione conservano ancora l’impostazione grafica elaborata prima dell’introduzione dell’euro nel 2002. Ponti, finestre e dettagli architettonici furono disegnati senza riprodurre edifici realmente esistenti. Una soluzione diplomatica, scelta per evitare che un singolo Paese, monumento o simbolo nazionale prevalesse sugli altri.
Dal 2013 la serie è stata aggiornata con nuovi elementi di sicurezza e con il ritratto di Europa, figura della mitologia greca che dà il nome al continente, inserito nella filigrana e nella striscia argentata. La struttura estetica, però, è rimasta sostanzialmente la stessa.
A venticinque anni dal debutto della moneta unica, la Bce sembra ora pronta a superare quella neutralità visiva. L’Europa non sarà più rappresentata soltanto attraverso edifici inesistenti, ma attraverso persone realmente vissute o paesaggi riconoscibili come patrimonio comune.
Il percorso di trasformazione è iniziato nel 2021. Nel 2023 una consultazione pubblica ha contribuito a individuare i due temi, seguita da un concorso internazionale al quale sono arrivate circa 1.200 proposte. La selezione ha condotto alle dieci serie finaliste presentate da Lagarde insieme a Piero Cipollone, membro italiano del comitato esecutivo della Bce.
Il nuovo sondaggio è volontario e anonimo. Ai partecipanti vengono mostrate le diverse banconote di ogni proposta e vengono poste due domande per ciascun progetto. La compilazione richiede circa dieci minuti.
Il parere dei cittadini contribuirà alla decisione del consiglio direttivo della Bce, ma la scelta del design non coinciderà con l’immediata entrata in circolazione. Dopo il voto finale saranno necessari lo sviluppo tecnico, i test di resistenza e l’introduzione dei nuovi sistemi anticontraffazione.
Le banconote, del resto, sono oggetti quotidiani e insieme sofisticati prodotti tecnologici. Devono resistere al tempo, all’usura e alle manipolazioni, pur continuando a comunicare un’immagine riconoscibile. La sfida sarà trasformare l’euro senza renderlo estraneo, vestirlo di nuovo lasciando intatta la sua identità.
Tra il volto magnetico di Maria Callas e il volo di un martin pescatore, l’Europa si prepara quindi a scegliere il modo in cui desidera essere vista. Non soltanto dalle istituzioni, ma nel gesto più semplice e concreto di aprire un portafoglio.
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