
Nel Lazio le denunce di infortunio in occasione di lavoro registrano l’aumento percentuale più alto tra le regioni italiane. È quanto emerge dai dati Inail diffusi con riferimento al mese di febbraio 2026, che nel confronto con lo stesso periodo del 2025 indicano per la regione un incremento del 22%.
Il dato laziale si inserisce in un quadro nazionale che segna un aumento del 2,4% delle denunce di infortunio in occasione di lavoro, al netto degli studenti, passate da 61.641 a 63.112. Sul piano territoriale, l’analisi evidenzia un calo soltanto nel Nord-Est (-1,0%) e aumenti al Centro (+6,4%), nelle Isole (+4,8%), nel Nord-Ovest (+3,0%) e al Sud (+2,3%).
Tra le regioni con gli aumenti percentuali più marcati, il Lazio è al primo posto con +22,0%, davanti a Sicilia (+9,7%), Valle d’Aosta (+9,3%) e Campania (+7,1%). Sul versante opposto, i cali più consistenti si registrano nella provincia autonoma di Bolzano (-7,4%), in Molise (-6,9%), Sardegna (-4,4%) e Friuli-Venezia Giulia (-3,8%).
Nel complesso nazionale, l’aumento delle denunce è legato sia alla componente maschile, in crescita dell’1,5%, sia a quella femminile, che segna un incremento del 4,2%. Crescono anche le denunce dei lavoratori italiani (+1,4%) e soprattutto quelle degli stranieri (+5,7%).
Tra i comparti con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro, gli incrementi riguardano soprattutto le attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+4,3%) e la fornitura di acqua, reti fognarie, gestione dei rifiuti e risanamento (+1,4%).
Tra i settori in diminuzione figurano invece la sanità e assistenza sociale (-5,3%), il manifatturiero (-3,7%), i servizi di supporto alle imprese (-3,5%), il trasporto e magazzinaggio (-2,0%), le costruzioni (-1,5%) e il commercio (-1,4%).
Le denunce di infortunio in occasione di lavoro con esito mortale, sempre al netto degli studenti, presentate entro febbraio 2026 sono state 70, cioè 27 in meno rispetto alle 97 dello stesso periodo del 2025.
La riduzione riguarda la gestione Industria e servizi, passata da 82 a 63 denunce mortali, e l’Agricoltura, scesa da 14 a 5, mentre il Conto Stato passa da uno a due decessi. Sul piano territoriale, i cali emergono al Sud, nel Nord-Est, nel Nord-Ovest e al Centro, mentre si registrano incrementi nelle Isole.
Diverso il quadro degli infortuni in itinere, cioè quelli avvenuti nel tragitto tra casa e lavoro. A livello nazionale le denunce presentate all’Inail entro febbraio 2026 sono state 13.217, in aumento dell’8,5% rispetto alle 12.181 del 2025.
Nel Lazio, però, per questa tipologia di incidenti si registra una tendenza opposta, con un calo del 10,6%. A livello nazionale, gli aumenti percentuali maggiori si osservano in Molise (+41,9%), Emilia-Romagna (+38,0%), Calabria (+36,4%) e Abruzzo (+34,5%).
Le denunce di infortuni in itinere con esito mortale sono state 29, sette in meno rispetto alle 36 del 2025.
Nel primo bimestre del 2026 crescono anche le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail, che arrivano a 17.036, con 2.119 casi in più rispetto allo stesso periodo del 2025, pari a un aumento del 14,2%.
L’incremento interessa tutte le aree del Paese, con il Centro che fa segnare il rialzo più forte (+20,0%), seguito da Nord-Ovest (+19,7%), Isole (+13,8%), Sud (+10,4%) e Nord-Est (+6,9%). Le patologie più denunciate restano quelle del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, del sistema nervoso e dell’orecchio.
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