Roma, 30 ottobre 2026
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Incidente aereo in Bosnia, chi era Laura Procacci: da Andria a Roma per studiare Medicina

La sergente di 32 anni del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa era alla sua prima missione internazionale. A marzo aveva prestato giuramento come sottufficiale e in passato aveva partecipato a Miss Italia. Il ricordo del parroco: «Generosa, con il sorriso» La sergente di 32 anni del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa era alla sua prima missione internazionale. A marzo aveva prestato giuramento come sottufficiale e in passato aveva partecipato a Miss Italia. Il ricordo del parroco: «Generosa, con il sorriso»

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Incidente aereo in Bosnia, chi era Laura Procacci: da Andria a Roma per studiare Medicina

Aveva 32 anni, viveva a Roma dove studiava Medicina e Chirurgia e aveva scelto di dedicarsi al volontariato. Laura Procacci, originaria di Montegrosso, frazione di Andria, è una delle quattro vittime dell'incidente che giovedì 29 ottobre ha coinvolto un elicottero militare italiano in Bosnia-Erzegovina.

Sergente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, si trovava alla sua prima missione internazionale, nell'ambito dell'operazione europea Eufor Althea.

Da Andria a Roma, tra Medicina e Croce Rossa

Cresciuta a Montegrosso, Laura si era poi trasferita con la famiglia a Canosa di Puglia, dove dal 2019 al 2022 aveva prestato servizio nella locale Misericordia. Successivamente aveva scelto Roma per proseguire gli studi in Medicina e Chirurgia e il proprio percorso nella Croce Rossa.

Il 28 marzo 2026 aveva pronunciato il giuramento individuale di fedeltà alla Repubblica, diventando la prima donna sottufficiale di Andria a compiere questo passo nel Corpo Militare della Croce Rossa.

Per il suo impegno aveva ricevuto anche il premio Dea Ebe 2026. Tra le sue passioni figurava il paracadutismo, di cui era istruttrice. Nel 2012 aveva inoltre partecipato alle finali nazionali di Miss Italia, rappresentando la Puglia.

Il ricordo del parroco: «L'ultimo messaggio il 19 ottobre»

La notizia della sua morte ha colpito profondamente la comunità di Montegrosso, dove Laura aveva trascorso l'infanzia.

«L'ultimo messaggio che ci siamo scambiati risale al 19 ottobre, giorno in cui si celebra Santa Laura», racconta don Peppino Ruotolo, parroco del borgo. «Lei mi ha risposto come sempre mandandomi un grande abbraccio».

Il sacerdote, che conosce la famiglia Procacci da molti anni, ricorda il desiderio della giovane di servire il Paese e chiede che venga ricordata soprattutto «per la sua generosità, per il suo sorriso».

L'incidente in Bosnia e le altre tre vittime

L'elicottero CH-47 Chinook dell'Esercito italiano è precipitato nella zona di Brčko, nel nord-est della Bosnia-Erzegovina, durante un'attività addestrativa della missione Eufor Althea.

A bordo si trovavano 15 persone: quattro hanno perso la vita e undici sono rimaste ferite, nessuna delle quali, secondo il ministero della Difesa, sarebbe in pericolo di vita.

Oltre a Laura Procacci, sono morti i sergenti dell'Aviazione dell'Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi, entrambi in servizio a Viterbo, e il tenente Franco Adriano Zecchillo, anche lui appartenente al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa.

Le cause dello schianto sono ancora oggetto di accertamenti.

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