
Foto di Giacomo Zito
Migliaia di persone sono scese in piazza a Roma nella mattinata di venerdì 30 ottobre per lo sciopero generale proclamato dall’Usb contro il carovita e le spese per il riarmo. La manifestazione principale è partita da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, dove già dalle prime ore del mattino si erano radunati studenti, lavoratori, movimenti per il diritto all’abitare e collettivi universitari. In contemporanea sono partiti diversi cortei studenteschi da altri punti della città, in particolare da piazzale Ostiense, nella zona di Piramide, e dalla Sapienza. Lo striscione in testa alla manifestazione dell’Usb riassume le ragioni della protesta: «30 anni di guerra ai salari. Soldi per sanità, scuola, case e pensioni». Accanto al sindacato di base hanno aderito Potere al Popolo, Arci, l’associazione Asia per il diritto all’abitare e le organizzazioni studentesche Osa e Cambiare Rotta. Presenti anche alcuni trattori in rappresentanza dei lavoratori agricoli.

Uno dei concentramenti più numerosi si è formato a piazzale Ostiense, dove centinaia di studenti hanno risposto all’appello di Osa e Cambiare Rotta. Il corteo, arrivato a circa un migliaio di partecipanti secondo le prime stime, si è mosso lungo viale Aventino in direzione del centro, con un percorso che prevede il passaggio al Circo Massimo e davanti al Colosseo, prima di raggiungere piazza dei Cinquecento. Tra gli striscioni esposti «Strappiamogli il futuro – contro guerra, riarmo, carovita studenti e lavoratori» e «Le monde est à nous». Durante il concentramento sono stati scanditi cori contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Alcuni slogan rivolti a quest’ultimo hanno contenuto minacce esplicite, prendendo di mira la sua persona. Da piazzale Ostiense è partito anche lo spezzone degli studenti medi, con cartelli contro il riarmo e il governo. Tra le frasi scandite dai manifestanti «Fasci appesi» e «Chi non salta è un fascista».

Un altro gruppo, composto da circa 500 studenti, è partito da piazzale Aldo Moro, davanti alla Sapienza, per raggiungere la manifestazione principale a Termini. In testa al corteo lo striscione «Less war, more research». Alla mobilitazione hanno preso parte anche alcuni docenti universitari riuniti nella piattaforma «La conoscenza non marcia, per un’istruzione libera dalla militarizzazione». Gli insegnanti hanno scritto al presidente della Camera Lorenzo Fontana chiedendo un intervento legislativo per vietare le collaborazioni tra istituzioni scolastiche e accademiche e il complesso militare-industriale. Durante il corteo sono stati lanciati anche slogan contro Meloni e il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.
Il corteo principale, partito da piazza dei Cinquecento, attraverserà diverse strade del centro per concludersi in via dei Fori Imperiali. Le forze dell’ordine seguono con particolare attenzione lo svolgimento della manifestazione, soprattutto dopo gli scontri avvenuti a Roma nei giorni precedenti. Sorvegliati in particolare il Colosseo e alcuni edifici istituzionali lungo il percorso, tra cui le sedi dei ministeri dei Trasporti e dell’Economia. Durante il passaggio in via Solferino, un gruppo di donne ha inoltre organizzato una performance teatrale per richiamare l’attenzione sulla situazione nella Striscia di Gaza. Alla manifestazione hanno partecipato anche esponenti del Partito Capibara, il movimento fondato da Davide Dibitonto. La protesta si inserisce nella giornata di mobilitazione nazionale dell’Usb, che ha proclamato lo sciopero generale in oltre 50 piazze italiane per chiedere maggiori risorse per sanità, scuola, abitazioni e pensioni e contestare l’aumento delle spese militari.
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