
È stata incendiata nella notte tra mercoledì 24 e giovedì 25 giugno la grande bandiera della pace installata nel giardino pubblico Galafati, nel quartiere Pigneto, davanti alla scuola Enrico Toti. L’opera, intitolata “Toti for Peace”, era stata realizzata collettivamente da bambine, bambini e genitori dell’istituto durante la festa di fine anno dello scorso 5 giugno.
L’installazione era nata da un’idea di un’artista della comunità ed era stata costruita attraverso il riuso di tessuti di scarto. Un lavoro collettivo al quale l’Associazione Genitori Toti aveva affidato un messaggio di unione, condivisione, crescita, pace e sostenibilità.
A denunciare l’accaduto è stata l’Associazione Genitori della scuola Enrico Toti, che ha definito l’incendio «un gravissimo atto di vandalismo» contro il cuore della comunità. «Dare fuoco al lavoro di persone, grandi e piccine, all’arte, alla pace, ai luoghi di cura della comunità è un atto vile», ha dichiarato l’associazione, ribadendo con fermezza che «le bambine e i bambini non si toccano, la comunità non si tocca, la pace non si tocca».
L’associazione ha annunciato che il gesto sarà denunciato alle autorità competenti e ha chiesto vicinanza alle realtà del quartiere e sostegno alle istituzioni locali per la tutela degli spazi pubblici e dei minori.
L’impegno, hanno spiegato i genitori, proseguirà nel segno della solidarietà, della pace e del bene comune. La risposta sarà anche concreta: «Ci vedremo quanto prima al Giardino Galafati per riprendere il nostro lavoro e realizzare una bandiera della pace ancora più grande».
Sull’incendio è intervenuta anche l’assessora capitolina Claudia Pratelli. «Colpire un messaggio di pace davanti a una scuola è un gesto vile. Ma è anche un segnale che non possiamo sottovalutare», ha scritto, sottolineando come educare alla pace significhi promuovere una convivenza fondata sul rispetto reciproco.
Pratelli ha ricordato il lavoro portato avanti dalla scuola Enrico Toti insieme a bambine e bambini, famiglie e insegnanti attraverso percorsi di inclusione, partecipazione e pace. «Mentre qualcuno agisce nell’ombra, con il fuoco e l’intimidazione, c’è una comunità educante che continua a seminare dialogo e speranza», ha aggiunto.
L’assessora ha quindi assicurato vicinanza e sostegno alla comunità scolastica: «Nessun gesto d’odio sarà mai più forte di una comunità che ogni giorno sceglie di educare alla pace».
Una condanna è arrivata anche dal presidente del Municipio Roma V, Mauro Caliste, e dall’assessore municipale all’Ambiente, Edoardo Annucci. In una nota congiunta hanno definito quanto accaduto «un gesto infame che colpisce la comunità locale, sempre in prima linea per la pace e per una scuola libera e inclusiva».
«Evidentemente chi ha agito ha sottovalutato la forza delle associazioni del territorio, a cui va la nostra solidarietà», hanno dichiarato Caliste e Annucci. Anche dal Municipio è arrivato l’impegno a rispondere ricostruendo quanto distrutto: «Se lo striscione con i colori della pace dava fastidio, ne metteremo uno più grande».
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