
Un quadro complessivamente rassicurante emerge dall’indagine della Camera di Commercio di Roma su un panel rappresentativo di imprese dell’Area Metropolitana. Il 2025 viene descritto come un anno sostanzialmente positivo, caratterizzato da una fase di consolidamento, pur in presenza di elementi di fragilità che alimentano le incertezze per l’anno successivo.
Le preoccupazioni degli imprenditori riguardano soprattutto la possibilità che la ripresa economica non trovi un pieno consolidamento nel 2026, a causa delle tensioni geopolitiche internazionali e dell’esaurirsi degli investimenti straordinari legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Limitato, secondo i dati raccolti, l’impatto economico diretto del Giubileo sul fatturato delle imprese. Solo il 7% degli intervistati attribuisce agli appuntamenti giubilari un ruolo determinante nell’aumento dei ricavi, nonostante il contributo all’incremento delle presenze sul territorio.
Nel dettaglio, il 29% delle imprese romane dichiara un fatturato in aumento nel 2025 rispetto all’anno precedente, mentre per il 38% la situazione è rimasta stabile. Una quota rilevante, pari al 33%, segnala invece una diminuzione dei ricavi.
Più favorevole appare il quadro occupazionale. Il numero dei dipendenti è aumentato per il 13% delle imprese, a fronte di un 11% che ha registrato una riduzione. Nella maggioranza dei casi, pari al 75%, l’occupazione è rimasta invariata.
Guardando al 2026, le aspettative restano improntate alla prudenza. Il 28% delle imprese prevede un aumento del fatturato, il 43% si attende una sostanziale stabilità, mentre il 29% teme una flessione.
Sul fronte occupazionale, il 12% degli imprenditori prevede una crescita del numero dei dipendenti, mentre il 15% ipotizza un calo della forza lavoro nel corso dell’anno.
Nonostante nel 2025 l’inflazione a Roma abbia toccato il livello più basso degli ultimi cinque anni, l’aumento dei costi rappresenta la principale fonte di preoccupazione per il 69% delle imprese. Resta inoltre significativa la difficoltà nel reperire manodopera specializzata, indicata dal 22% del campione, mentre appare in miglioramento rispetto agli anni precedenti il tema dell’accesso al credito, che preoccupa il 17% degli intervistati.
Le risposte raccolte evidenziano una netta polarizzazione sul tema degli investimenti in innovazione nel 2026. Circa la metà delle imprese del campione prevede di realizzare investimenti in questo ambito, mentre l’altra metà dichiara di non avere in programma interventi di questo tipo.
Nel commentare i risultati dell’indagine, il presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti, sottolinea come «il 2025 appena concluso è stato un anno di consolidamento e di crescita grazie soprattutto agli ingenti investimenti pubblici di cui ha potuto beneficiare il nostro territorio».
Secondo Tagliavanti, «il 2026 sarà anche un anno cruciale di investimenti di breve, medio e lungo periodo», con uno stanziamento complessivo di 100 milioni di euro destinati al sistema economico per favorire una crescita strutturale e il rilancio competitivo.
Tra gli interventi previsti, l’investimento più rilevante, pari a 50 milioni di euro, sarà destinato alla realizzazione di un centro innovativo per lo sviluppo di nuove tecnologie informatiche in collaborazione con istituzioni, università e mondo della ricerca. «Il supercomputer è una grande infrastruttura che a Roma manca, e pertanto dovremmo dotarci anche di questa opportunità», conclude il presidente della Camera di Commercio di Roma.
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