
La pianificazione del nuovo porto crocieristico di Fiumicino, che vorrebbe diventare il primo grande scalo turistico a gestione privata in Italia sotto l'egida di Royal Caribbean, ha superato i confini del dibattito nazionale.
A occuparsene è stata la nota guida internazionale Fodor’s Travel, che in un recente approfondimento ha analizzato le criticità legate alla trasformazione urbanistica e ambientale di Isola Sacra, dando voce alle preoccupazioni dei residenti e dei comitati locali.
È all'interno Fodor's No List del 2026, un elenco annuale curato dalla guida di viaggi che, il progetto della Royal Carabbean è stato segnalato come destinazione «il cui turismo esercita una pressione insostenibile sul territorio e sulle comunità locali».
L'articolo della guida evidenzia il profondo mutamento paesaggistico che l'opera comporterebbe per un'area storicamente caratterizzata da attività di pesca e abitazioni costiere.
Secondo quanto riportato dalla testata: «I residenti della zona temono che gran parte del loro lungomare verrà asfaltato per far posto a un molo per navi da crociera. [...] Il progetto modificherà significativamente il paesaggio in un'area attualmente occupata da spiagge, ormeggi per pescherecci e pittoresche case sul mare costruite su palafitte».
La guida sottolinea come, sebbene la vicinanza all'aeroporto Leonardo da Vinci rappresenti un vantaggio logistico strategico per la compagnia crocieristica, la comunità locale esprima forti dubbi sul reale indotto economico.
Il timore principale è che il flusso turistico, diretto prevalentemente verso la Capitale, lasci sul territorio scarse ricadute positive a fronte di un impatto infrastrutturale definitivo.
Le criticità esposte da Fodor’s e dai gruppi di opposizione locale, come il collettivo «Tavoli del Porto», convergono sulla sostenibilità ambientale dell'intervento.
La mobilitazione dei comitati locali, guidata principalmente dal coordinamento «I Tavoli del Porto» e dal «Collettivo No Porto», si fonda proprio sulla ferma opposizione alla trasformazione del progetto originale (da scalo turistico-diportistico a terminal per grandi navi da crociera) operata dalla Fiumicino Waterfront, società controllata da Royal Caribbean.
La necessità di dragare milioni di metri cubi di sabbia per permettere l'attracco delle grandi navi e la costruzione di nuove barriere frangiflutti potrebbero, secondo gli esperti citati, alterare i regimi sedimentari e accelerare l'erosione costiera, minacciando la biodiversità marina della regione.
Nonostante le rassicurazioni di Royal Caribbean circa l'impiego di tecnologie per l'elettrificazione delle banchine e la creazione di 5mila posti di lavoro, la popolazione locale e i comitati chiedono maggiore trasparenza. La richiesta attuale alle istituzioni è il ripristino del libero accesso al mare fino a quando non saranno fornite evidenze definitive sulla regolarità dei permessi di cantiere.
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