Roma, 7 gennaio 2026
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Il Giubileo si chiude con oltre 33 milioni di pellegrini a Roma: il bilancio dell'Anno Santo

Martedì 6 gennaio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a San Pietro per la chiusura della Porta Santa

di Camilla PalladinoULTIMO AGGIORNAMENTO 1 giorni fa - TEMPO DI LETTURA 2'

Si avvia alla conclusione il Giubileo ordinario del 2025, dedicato alla speranza. Martedì 6 gennaio alle 9.30 papa Leone XIV chiuderà la Porta Santa della Basilica di San Pietro, gesto simbolico che segna la fine dell’Anno Santo. Alla cerimonia sarà presente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme a numerose autorità civili e militari. L’ultimo passaggio attraverso la Porta Santa è previsto lunedì 5 gennaio alle 17.30 ed è riservato ai volontari che hanno operato per tutta la durata del Giubileo, nonostante la pioggia che accompagna le ultime ore dell’evento.

I numeri dell’Anno Santo: superate tutte le previsioni

Il bilancio è stato tracciato nella mattinata di lunedì 5 gennaio in Sala Stampa Vaticana nel corso della conferenza conclusiva. Secondo i dati forniti da monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione e responsabile della macchina organizzativa giubilare, a Roma sono arrivati 33.475.369 pellegrini provenienti da 185 Paesi del mondo, superando ampiamente le stime iniziali che si fermavano a 31,7 milioni. «La città di Roma – ha affermato Fisichella – ha vinto la sua sfida. È stato un anno di grazia che ha permesso a tutti di tornare a casa carichi di speranza per l’esperienza vissuta. È stato un Giubileo che ha seminato e i frutti si vedranno nel futuro».

Il «metodo Giubileo» e la collaborazione tra istituzioni

Uno degli elementi più volte richiamati nel corso della conferenza è stato il cosiddetto «metodo Giubileo», divenuto un vero e proprio neologismo per indicare la sintonia operativa tra le istituzioni. «Roma, secondo la sua vocazione, ha saputo essere accogliente – ha sottolineato Fisichella – mostrando il volto di una città sicura, dove i servizi, dai trasporti alla sanità, hanno funzionato per il bene dei pellegrini, dei turisti e dei cittadini».

Un concetto ribadito anche dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, che ha annunciato l’intenzione del Governo di replicare questo modello in altri ambiti: dall’edilizia penitenziaria alla bonifica della Terra dei Fuochi. «Abbiamo lavorato superando la logica formale della conferenza dei servizi e puntando su un’amministrazione per obiettivi», ha spiegato.

Le opere e gli investimenti per Roma

Nel suo intervento, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, commissario straordinario di governo per il Giubileo, ha parlato di un impegno straordinario che ha però restituito molto alla città. «È stato un evento a cui Roma ha dato molto ma che ha dato molto alla nostra città e al nostro Paese», ha dichiarato.

Dei 117 interventi previsti dal primo Dpcm, 110 sono stati completati, con un tasso di realizzazione del 90 per cento delle risorse spese. Complessivamente, per il Giubileo sono stati investiti oltre 1,7 miliardi di euro. «Il Giubileo – ha aggiunto il primo cittadino – è stato un volano per Roma. I 33 milioni di pellegrini non hanno tolto nulla al turismo: è stato un anno di boom e i dati indicano che nel 2026 si supererà il record storico di presenze».

Sicurezza, sanità e volontari

Particolarmente positivo anche il bilancio sul fronte della sicurezza. Il prefetto di Roma Lamberto Giannini ha ricordato che durante l’Anno Santo si sono svolti 70 Comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica e che non si sono registrati incidenti gravi né infortuni sul lavoro nei cantieri, grazie a controlli serrati anche contro possibili infiltrazioni mafiose.

Sul piano sanitario, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha evidenziato un aumento dell’attività di soccorso: 580mila interventi del 118, circa 40mila in più rispetto all’anno precedente, e 1,6 milioni di accessi ai pronto soccorso. Fondamentale anche il contributo dei 5mila volontari, di cui 2mila dell’Ordine di Malta, presenti per tutta la durata dell’evento.

Lo sguardo al futuro: il 2033

Con la chiusura del Giubileo 2025, l’attenzione si sposta ora al futuro. «Nel 2033 – ha ricordato Fisichella – si celebreranno i 2mila anni della redenzione. Il cammino non è terminato: questa è stata una tappa fondamentale che dovrà essere seguita con lungimiranza».

Un percorso che, secondo le istituzioni, potrà contare sull’eredità organizzativa e amministrativa lasciata da un Anno Santo che, numeri alla mano, ha segnato uno dei momenti più rilevanti per Roma e per la Chiesa negli ultimi decenni.

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