
Un sistema sempre più affollato, sempre più cautelare e sempre più instabile. È questa la fotografia che emerge dagli Istituti penali per i minorenni italiani. Aumentano le presenze dietro le sbarre mentre calano le segnalazioni di reato, cresce la percentuale di ragazzi detenuti senza una condanna definitiva e si moltiplicano episodi di autolesionismo, incendi e proteste. Roma, con Casal del Marmo, non fa eccezione, anzi è il punto di massima esposizione di una crisi nazionale che mette in discussione l’equilibrio tra sicurezza e funzione educativa del sistema minorile.
Al 31 dicembre 2025 sono 572 i ragazzi detenuti negli Ipm italiani, di cui 21 ragazze. I detenuti stranieri sono 242, pari al 42,3% del totale. È la fotografia scattata dall’VIII rapporto di Antigone «Io non ti credo più» presentato oggi a Roma, in via Stamira nella sede di «Libera».
Il dato che più colpisce riguarda la custodia cautelare: «Il 64,9% dei ragazzi detenuti, pari a 370, si trova in carcere esclusivamente in virtù di un provvedimento di custodia cautelare. In 173, il 30,2% del totale, sono in attesa di primo giudizio. Se guardiamo ai solo minorenni scopriamo che l’83,1% del totale dei minorenni detenuti è in custodia cautelare e il 39,5% aspetta il primo giudizio».
Dentro questo quadro nazionale si inserisce la situazione di Roma, dove l’istituto penitenziario minorile (Imp) di Roma, Casal del Marmo, ha vissuto nel 2024 l’anno più difficile.
A Roma il 2024 è stato l’anno più critico per l’Ipm Roma Casal del Marmo. Secondo l’Ottavo Rapporto di Antigone sulla giustizia minorile, nell’istituto romano sono stati registrati «188 episodi di autolesionismo e 17 tentati suicidi» in dodici mesi. Numeri che raccontano una sofferenza diffusa dentro il principale carcere minorile della Capitale, l’unico in Italia a ospitare sia ragazzi sia ragazze detenute.
Al momento della visita degli osservatori, i presenti erano 57, di cui 51 maschi e 6 femmine, con oltre la metà di origine straniera, in larga parte minori stranieri non accompagnati. Ma a fine 2024 le presenze erano arrivate a 70, oltre la capienza regolamentare. Il sovraffollamento ha comportato l’aggiunta di letti nelle celle e la riduzione degli spazi comuni, con effetti diretti sul clima interno.
La cronologia degli eventi critici parla di proteste quasi continue. Il 9 giugno 2024 l’istituto viene evacuato per un incendio. Il 21 luglio tre ragazzi evadono. Tra agosto e settembre si susseguono incendi di materassi, celle date alle fiamme e tentativi di fuga. Il 15 settembre alcuni detenuti si barricano in una sezione «per protestare contro le condizioni in cui versa l’istituto colpito da forte sovraffollamento». Il 12 dicembre, ancora in una struttura sovraffollata, «alcuni detenuti si barricano in una sezione, protestando con una lunga battitura e appiccando un incendio».
Le tensioni proseguono nel 2025. Il 27 gennaio i ragazzi incendiano materassi e coperte nel corridoio. Il 21 febbraio si registrano autolesioni e un nuovo incendio, sedato dal Gruppo di intervento operativo della polizia penitenziaria. Il 22 ottobre un giovane di 21 anni si allontana dall’Ospedale San Filippo Neri dove era ricoverato.
Casal del Marmo dispone di un teatro, laboratori, aule scolastiche, biblioteca e aula informatica. Nel 2024 l’area pedagogica contava 11 educatori, quasi raddoppiati nel 2025, con la presenza di un mediatore culturale e circa 80 volontari l’anno. Sono attivi laboratori sulla gestione dell’agito violento, sulle relazioni affettive e sul recupero dalle dipendenze.
Eppure il rapporto evidenzia come il sovraffollamento abbia inciso pesantemente sulle condizioni di vita e sulla stabilità dell’istituto. Il 2024 viene descritto come il momento «più tragico» per il sistema degli Ipm, con un aumento generalizzato delle tensioni.
A Roma il carcere minorile resta così lo specchio di una crisi più ampia della giustizia minorile italiana, dove numeri e proteste raccontano un equilibrio ancora fragile tra sicurezza e percorso educativo.
Secondo Antigone, «il cosiddetto Decreto Caivano del settembre 2023 ha costituito la più grande svolta repressiva sulla giustizia minorile mai effettuata dall’introduzione del codice di procedura penale minorile nel 1988 a oggi» e «gli Ipm hanno conosciuto il sovraffollamento». Eppure «nel 2023 si registrava una diminuzione delle segnalazioni a carico di minorenni del 4,16% rispetto all’anno precedente». L’associazione osserva che «sembrerebbe plasticamente evidente come l’esplosione dei numeri nelle carceri minorili sia dovuta all’esplosione della reazione penale introdotta con le nuove norme e non come si dice troppo frettolosamente a un progressivo aumento della criminalità».
Il rapporto accende i riflettori anche su altri istituti italiani, come il Beccaria di Milano, dove «in cinque anni (2020-2024) l’aumento nell’utilizzo di antipsicotici e benzodiazepine è stato del 110%». «Sovraffollamento, psicofarmaci e violenza costituiscono un brutto mix», si legge.
Sul fronte dei reati, Antigone parla di «una narrazione allarmistica e infondata». Gli omicidi tra under 18 «non crescono»: 27 segnalazioni nel 2022, 25 nel 2023, 26 nel 2024. «Insomma, molto rumore per nulla». Secondo Eurostat, l’Italia è «tra i paesi con i tassi di minorenni denunciati più bassi».
Intanto aumentano i trasferimenti tra istituti, cresciuti del 147,9% tra il 2022 e il 2024. I detenuti vengono «trattati come pacchi» e «i detenuti considerati difficili vanno presi in cura dal sistema integrato dei servizi e non fatti girare come trottole per l’Italia».
Nel confronto con gli altri Ipm italiani, Roma presenta criticità comuni ma anche specificità rilevanti e rappresenta un osservatorio privilegiato delle criticità del sistema. Come accaduto a Milano, Nisida o Torino, anche Casal del Marmo ha vissuto nel 2024 una fase di forte sovraffollamento, inserita in un quadro nazionale che per la prima volta ha visto «gli Ipm» conoscere questa condizione dopo il decreto del 2023. Tuttavia, Roma è l’unico istituto a ospitare sia ragazzi sia ragazze detenute, elemento che ne aumenta la complessità organizzativa rispetto ad altre strutture.
Se il Beccaria di Milano è diventato il simbolo del dibattito su psicofarmaci e presunte violenze, con «un aumento del 110%» nell’uso di antipsicotici e benzodiazepine tra il 2020 e il 2024, Casal del Marmo si distingue per l’elevato numero di episodi di autolesionismo e tentati suicidi registrati nel 2024.
Altri istituti, come Treviso, hanno mostrato gravi carenze strutturali e picchi di sovraffollamento, mentre in realtà più piccole come Caltanissetta o Pontremoli i numeri restano contenuti ma con rapporti detenuti-agenti molto diversi.
Roma non è quindi un caso isolato ma uno snodo centrale di una crisi diffusa: riflette le dinamiche nazionali - crescita delle presenze, ricorso massiccio alla custodia cautelare, aumento delle tensioni - ma le concentra in un istituto che, per dimensioni e funzioni, è tra i più esposti del Paese.
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