Roma, 29 settembre 2026
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Nel giornalismo cresce la presenza femminile ma resta il divario nelle carriere e negli stipendi. Cosa dicono i dati Inps

Nel 2024 le donne rappresentano il 43% dei giornalisti dipendenti. Tra le under 30 sono più numerose degli uomini e guadagnano di più, ma nelle fasce più mature restano forti le differenze retributive e di accesso ai ruoli apicali

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 3'
Nel giornalismo cresce la presenza femminile ma resta il divario nelle carriere e negli stipendi. Cosa dicono i dati Inps

Nel giornalismo italiano aumenta la presenza femminile, ma la parità economica e professionale resta lontana. È il quadro emerso dai dati INPS presentati da Monica Paiella nella Sala Zuccari del Senato in occasione dei 15 anni di GiULiA giornaliste.

Nel 2024 le donne rappresentano il 43% dei giornalisti dipendenti, un punto in più rispetto al biennio 2022-2023. La crescita della presenza femminile, però, non si traduce automaticamente in pari opportunità di carriera e di reddito.

Tra le under 30 il divario si ribalta

Il dato più favorevole riguarda le fasce più giovani. Fino ai 30 anni, secondo la ricerca, le giornaliste sono più numerose dei colleghi uomini e guadagnano in media il 5,3% in più.

Nel complesso, tra il 2022 e il 2024 le retribuzioni femminili nel settore sono aumentate del 7%, contro il 4% registrato dagli uomini.

Il quadro cambia però con l’avanzare dell’età. Tra i 56 e i 60 anni il divario retributivo a sfavore delle donne raggiunge il 16%, il livello massimo rilevato dallo studio.

Carriere apicali ancora poco accessibili

La distanza resta evidente anche nelle posizioni meglio retribuite.

Tra i giornalisti che superano i 100 mila euro l’anno, solo uno su tre è donna. Un dato che, secondo la ricerca, conferma la persistenza del cosiddetto “soffitto di cristallo”.

Tra i fattori indicati ci sono il maggiore ricorso al part-time, il lavoro di cura e l’impatto della maternità sulla continuità professionale e sulla crescita dei redditi.

La ricerca segnala inoltre forti differenze territoriali: nel Mezzogiorno la quota di donne occupate part-time è particolarmente elevata, fino al 64% in Sicilia e al 63% in Calabria.

Il divario nel mercato del lavoro

Lo studio colloca il settore dell’informazione dentro una dinamica più ampia del mercato del lavoro italiano.

Nel 2024 il tasso di occupazione femminile è stato del 53,3%, contro il 71,1% degli uomini, con una distanza di quasi 18 punti percentuali.

Nel settore privato, sempre secondo i dati riportati, la retribuzione media annua è stata di circa 25.800 euro per gli uomini e 18.300 euro per le donne. Nel pubblico il divario risulta più contenuto, ma resta intorno al 16%.

Il quadro presentato al Senato restituisce quindi una situazione a due velocità: le donne entrano sempre di più nel giornalismo e, nelle generazioni più giovani, in alcuni casi superano i colleghi uomini anche sul piano retributivo. Le differenze tornano però a crescere con l’età, soprattutto quando si guarda agli stipendi più alti e alle posizioni di maggiore responsabilità.

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