Roma, 19 agosto 2026
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La Città metropolitana di Roma vuole piantare 800mila nuovi alberi: quelli che non attecchiscono saranno sostituiti

Previsti cinque anni di monitoraggio e manutenzione: dopo l’estate saranno valutati anche gli effetti del caldo anomalo sulle nuove piantumazioni

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 5'
La Città metropolitana di Roma vuole piantare 800mila nuovi alberi: quelli che non attecchiscono saranno sostituiti

Oltre 800mila piante tra alberi e arbusti autoctoni, distribuite su più di 800 ettari nel territorio di Roma e provincia. È il programma di forestazione avviato dalla Città metropolitana di Roma Capitale con i fondi del Pnrr, nell'ambito dell'investimento 3.1 "Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano".

Il piano, partito nel 2022, coinvolge complessivamente 19 Comuni, compresa Roma Capitale, attraverso 15 progetti metropolitani e 58 impianti forestali. L'obiettivo è creare nuovi boschi urbani ed extraurbani per migliorare la qualità dell'aria, mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, contrastare la perdita di biodiversità e contribuire alla tutela della salute e del benessere dei cittadini.

Mille piante per ettaro e specie autoctone

Le nuove aree boschive prevedono una densità di circa mille piante per ettaro. Alberi e arbusti vengono selezionati sulla base del principio dell'"albero giusto nel posto giusto", tenendo quindi conto delle caratteristiche ecologiche e ambientali delle diverse zone interessate dagli interventi.

Per favorire l'attecchimento delle giovani piante e limitare i danni provocati dalla fauna selvatica o dal calpestio, gli impianti vengono inoltre protetti con recinzioni almeno durante i primi anni di sviluppo.

La forestazione rappresenta una delle azioni attraverso cui Città metropolitana punta ad aumentare la biodiversità e la capacità di adattamento del territorio agli effetti del cambiamento climatico, intervenendo sia nelle aree urbane sia in quelle periurbane ed extraurbane.

Cinque anni di manutenzione e sostituzione delle piante

Una parte centrale del programma riguarda ciò che avviene dopo la messa a dimora. Gli interventi sono infatti accompagnati da un periodo di monitoraggio e manutenzione della durata di cinque anni, durante il quale viene verificato lo stato degli impianti.

In questo arco temporale è prevista anche la sostituzione delle cosiddette "fallanze", cioè degli alberi e degli arbusti che non riescono ad attecchire. Secondo quanto comunicato dalla Città metropolitana, per le fallanze oltre la normale tolleranza fisiologica del 10 per cento i costi di sostituzione saranno interamente a carico della ditta esecutrice, senza ulteriori oneri per i fondi pubblici del Pnrr.

Una previsione che assume particolare rilievo durante le estati caratterizzate da temperature elevate e scarsità di precipitazioni. Già nell'ottobre 2025 la Città metropolitana aveva spiegato che le imprese incaricate hanno l'obbligo di occuparsi per cinque anni della manutenzione degli impianti, con un rafforzamento delle irrigazioni nei primi tre anni e la sostituzione delle fallanze.

Dopo l'estate il controllo sulle piante colpite dal caldo

Il caldo anomalo ed eccessivo registrato nel periodo estivo può infatti incidere soprattutto sulle piante più giovani, ancora nella delicata fase di attecchimento.

Le piante messe a dimora che non hanno superato questo periodo saranno quindi oggetto di una valutazione al termine dell'estate. Tecnici e imprese dovranno verificare lo stato di salute dei singoli alberi e arbusti e individuare gli esemplari da sostituire nell'ambito delle attività di manutenzione previste dal programma.

L'obiettivo è preservare nel tempo la densità e la funzionalità dei nuovi boschi, evitando che la sola piantumazione iniziale rappresenti il punto conclusivo degli interventi di forestazione.

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