
Si è chiusa con oltre 34 mila presenze la Festa della Resistenza di Roma 2026, in programma dal 23 al 26 aprile negli spazi del Mattatoio di Testaccio. L’iniziativa, promossa dal Campidoglio attraverso l’assessorato alla Cultura, ha proposto più di 100 appuntamenti tra lectio, incontri, spettacoli, concerti e mostre.
Il dato segna un aumento costante della partecipazione: erano 25 mila le presenze nel 2025, 16 mila nel 2024 e 10 mila nel 2023. Un risultato che conferma l’interesse crescente della cittadinanza verso un evento dedicato alla memoria e ai valori della Resistenza.
Cuore della manifestazione è stato il rinnovato Mattatoio di Testaccio, trasformato in una vera «Cittadella della Resistenza». Uno spazio aperto e condiviso, pensato come luogo di incontro e riflessione in occasione dell’81° anniversario della Liberazione e degli 80 anni dell’Assemblea Costituente.
Durante la Festa, alcune aree sono state simbolicamente intitolate a figure centrali della democrazia italiana come Tina Anselmi, prima donna ministro della Repubblica, Nilde Iotti, prima presidente della Camera, e Sandro Pertini, presidente della Repubblica dal 1978 al 1985. Un gesto per legare i luoghi alla memoria civile.
Il programma, curato da Silvia Barbagallo, ha visto la partecipazione di numerose personalità del mondo culturale e giornalistico, tra cui Roberto Saviano, scrittore e giornalista noto per il suo impegno civile, e Dacia Maraini, tra le più importanti autrici italiane contemporanee.
Grande affluenza anche per gli spettacoli teatrali e musicali, con artisti come Anna Foglietta e Ascanio Celestini, attore e autore impegnato nel racconto della memoria storica. Successo per i concerti dei 99 Posse e dei Meganoidi, oltre all’evento finale diretto da Francesca Comencini, regista e sceneggiatrice.
Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura di Roma Capitale, ha commentato il successo dell’iniziativa: «Questi quattro giorni della Festa della Resistenza a Testaccio sono stati straordinari: oltre 34mila persone sono passate negli spazi del rinnovato Mattatoio e della Città dell’Altra Economia per ascoltare un dibattito, la presentazione di un libro, un talk, una performance teatrale, un concerto, o semplicemente per condividere un sentimento di liberazione».
E ha aggiunto: «La Resistenza è il nostro sentimento più forte. Le cittadine e i cittadini hanno sentito il desiderio di esserci, di stare insieme, nelle giornate più importanti del nostro calendario laico».
Oltre al Mattatoio, la manifestazione ha coinvolto luoghi simbolo della memoria romana come il Museo Storico della Liberazione di via Tasso e il Mausoleo Ossario Garibaldino, estendendosi anche a biblioteche, teatri e spazi culturali cittadini.
La Festa della Resistenza si conferma così un appuntamento centrale per Roma, capace di coniugare partecipazione, cultura e memoria storica, rafforzando il legame tra passato e identità civile contemporanea.
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