
L’esplosione avvenuta nello stabilimento di Knds Ammo Italy a Colleferro ha dirottato (ed è più che mai il caso di utilizzare termini tecnici bellici) l’attenzione dell’opinione pubblica su un sito industriale ai più sconosciuto, in una zona che tutto ispira tranne che un polo strategico per la difesa europea e di Kiev. L’incidente, avvenuto nel reparto destinato alla lavorazione delle polveri, non ha provocato vittime. Le persone presenti nell’impianto sono riuscite fortunatamente a mettersi al sicuro e le squadre dei Vigili del Fuoco hanno successivamente lavorato per contenere l’incendio.
L’episodio è ora oggetto degli accertamenti della Procura di Velletri, che ha aperto un fascicolo per incendio.
La storia dello stabilimento affonda le proprie radici nella lunga tradizione industriale di Colleferro. Il sito è legato alla Bombrini Parodi Delfino, realtà nata nel secondo dopoguerra e diventata nel tempo uno dei nomi storici dell’industria italiana legata agli esplosivi e al comparto militare.
Successivamente conosciuta come Simmel Difesa, l’azienda è passata attraverso diversi proprietari internazionali. Nel 2007 è entrata nel gruppo britannico Chemring, mentre nel 2014 è stata rilevata da Nexter insieme alla società belga Mecar.
Il passaggio decisivo è arrivato con la nascita di Knds, gruppo nato dalla fusione tra Nexter e la tedesca Krauss-Maffei Wegmann. Lo stabilimento di Colleferro è così entrato in una delle principali realtà europee della produzione militare.
Il sito laziale occupa una posizione particolare perché dispone di numerose capacità produttive direttamente collegate alla realizzazione di munizioni.
La filiera comprende infatti diverse componenti, tra cui polveri, propellenti, esplosivi, spolette e testate.
Non munizioni qualunque. Le munizioni realizzate vanno da quelle destinate all’artiglieria navale, compresi i calibri da 76 e 127 millimetri, ai proiettili terrestri da 155 millimetri. Quest’ultimo calibro rappresenta uno degli standard maggiormente utilizzati dalle forze armate dei Paesi Nato.
Knds opera orizzontalmente anche nella gestione e nel trattamento di materiali militari, con un ulteriore sito ad Anagni destinato alla demilitarizzazione.
L’importanza di Colleferro è aumentata con la necessità, da parte dei Paesi europei, di ricostituire le proprie scorte di munizioni e rafforzare la capacità produttiva continentale.
Il conflitto in Ucraina ha inoltre evidenziato quanto sia importante disporre di una produzione stabile di munizionamento, spingendo governi e industrie europee a investire nell’ampliamento delle capacità esistenti.
I numeri di Knds restituiscono la dimensione del gruppo: nel 2025 l’azienda ha raggiunto 4,4 miliardi di euro di ricavi, mentre il portafoglio ordini ha toccato quota 33,1 miliardi. Particolarmente significativo è stato anche l’andamento del comparto munizioni, arrivato a 612 milioni di euro di fatturato, con una crescita del 24,7%.
La produzione realizzata a Colleferro non è destinata esclusivamente al mercato italiano. I prodotti del gruppo vengono infatti commercializzati in numerosi Paesi, inserendo lo stabilimento laziale all’interno di una rete industriale che supera i confini nazionali.
Per questo il sito rappresenta un tassello importante non soltanto per l’economia del territorio, ma anche per la capacità dell’Europa di garantire una propria autonomia nel settore della difesa.
L’incidente avvenuto nelle scorse ore riporta quindi in primo piano anche il tema della sicurezza degli impianti che lavorano quotidianamente con materiali e processi ad alta pericolosità, mentre saranno le verifiche delle autorità a chiarire dinamica e cause dell’esplosione.
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