
(Foto Rete degli Studenti Medi del Lazio)
Gli studenti tornano a mobilitarsi a Roma. Questa mattina, lunedì 28 settembre, il coordinamento romano della Rete degli Studenti Medi sarà davanti alla sala consiliare del municipio V, dove dalle 9 è previsto un presidio in concomitanza con la discussione in Consiglio di un atto per il contrasto all’islamofobia e al razzismo antimusulmano.
La partecipazione si inserisce in una mobilitazione più ampia contro discriminazioni e disuguaglianze, che negli ultimi giorni ha coinvolto anche il tema della scuola.
«Le persone con background migratorio non sono ospiti: sono lavoratori e lavoratrici, parte attiva di questa città e della sua comunità», si legge nell’appello per il presidio. Il documento rivendica per il territorio del municipio V una dimensione «popolare, plurale, solidale e antirazzista» e lega il contrasto alle discriminazioni alla richiesta di maggiori diritti nell’accesso a casa, scuola, servizi, cultura, spazi pubblici e libertà di culto.
Il presidio del 28 settembre trova riscontro anche in una chiamata alla mobilitazione pubblicata alla vigilia della seduta del Consiglio municipale, nella quale viene fatto riferimento alla discussione della mozione sull’islamofobia.
Il tema si intreccia con la mobilitazione che nelle ultime ore ha coinvolto la Rete degli Studenti Medi in diverse città italiane.
Nella giornata precedente sono stati organizzati flash mob e iniziative per ribadire quello che gli studenti definiscono un principio centrale: «La scuola è pubblica e aperta».
La Rete contesta le nuove misure del governo in materia scolastica, sostenendo che possano introdurre ulteriori divisioni e disuguaglianze. La posizione espressa dagli studenti è quella di una scuola «non escludente, accessibile e capace di garantire a ogni studentə pari diritti e opportunità».
Anche nel documento diffuso per il presidio del municipio V viene richiamato direttamente il tema: «Mentre il Governo sceglie di introdurre nuove divisioni anche nelle scuole, noi affermiamo una visione diversa: le disuguaglianze non si combattono separando, ma garantendo più diritti, più strumenti e più opportunità».
Le critiche degli studenti si inseriscono nel dibattito seguito alle nuove misure sulla scuola approvate dal governo nei giorni scorsi, che hanno già provocato proteste in alcuni istituti romani.
La mobilitazione studentesca guarda già al 20 novembre, quando è stato annunciato uno sciopero studentesco europeo con lo slogan “Fight for our future, not for their wars”.
Tra i temi indicati dagli organizzatori ci sono precarietà, crisi climatica, riduzione delle risorse destinate ai servizi pubblici e aumento delle spese militari.
Gli studenti dichiarano inoltre il proprio sostegno alle mobilitazioni lanciate in altri Paesi europei contro le politiche di riarmo e le ipotesi di ritorno alla leva obbligatoria, chiedendo che maggiori risorse vengano indirizzate verso istruzione, sanità e welfare.
Il 20 novembre è quindi indicato come il prossimo passaggio di una mobilitazione che, dalle iniziative sulla scuola ai presidi territoriali, punta a collegare il tema dell’istruzione a quello delle disuguaglianze e dei diritti.
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