Roma, 24 gennaio 2026
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Emergenza abitativa, l'associazione Nonna Roma invia al Campidoglio otto soluzioni per fermare l’assalto degli affitti brevi

L’obiettivo dichiarato è quello di «governare il fenomeno degli affitti brevi» per evitare che l’offerta turistica incida in modo irreversibile sull’equilibrio urbano e sul mercato della casa

di Anita ArmeniseULTIMO AGGIORNAMENTO 22 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'

Un pacchetto di otto misure per regolamentare il fenomeno degli affitti brevi a Roma è al centro del documento «Roma non è un albergo», diffuso dall’associazione Nonna Roma insieme a una rete di realtà cittadine impegnate sui temi dell’abitare e presentato al comune di Roma.

Per l'associazione promotrice, come spiega l’attivista Sara Fiordaliso, il regolamento sugli affitti brevi rappresenta «un passaggio politico centrale».
Secondo Fiordaliso, la «turistificazione» non è soltanto un fenomeno economico, ma sta incidendo in modo profondo sulla struttura sociale dei quartieri, contribuendo a svuotarli di residenti stabili.

L’attivista sottolinea che non si tratta di una contrapposizione al turismo in quanto tale, ma della necessità di ristabilire un equilibrio tra diritto all’impresa e diritto all’abitare.

Il testo prende le mosse dall’analisi del contesto della città e dal confronto con esperienze già avviate in altre città europee, dal Regolamento di Firenze alle limitazioni urbanistiche adottate a Bologna, fino alle proposte di legge nazionali sulle aree ad alta tensione abitativa, con l'obiettivo dichiarato di «governare il fenomeno degli affitti brevi» per evitare che l’offerta turistica incida in modo irreversibile sull’equilibrio urbano e sul mercato della casa.

Autorizzazioni e registro comunale

Il primo punto riguarda l’introduzione di un sistema di autorizzazione comunale per la locazione breve a uso turistico, resa possibile dalla nuova destinazione d’uso «abitazioni ad uso ricettivo», prevista nelle Norme tecniche di attuazione in corso di approvazione. L’autorizzazione, secondo la proposta, dovrebbe avere una durata massima di cinque anni e riguardare anche le attività già esistenti, con l’obiettivo di «scoraggiare gli esercizi non regolari» e favorire una gestione più controllata del settore.

Accanto alle autorizzazioni, il documento propone l’istituzione di un Registro delle locazioni brevi, pensato per garantire la tracciabilità delle attività, sia attive sia cessate o revocate.

Aree sature e limiti alle nuove aperture

Uno degli elementi centrali del testo è la definizione delle aree sature. Nelle zone già caratterizzate da un’elevata concentrazione di posti letto turistici non sarebbe consentita l’apertura di nuove locazioni oltre quelle attive nel 2025. Gli indici di saturazione, elaborati sulla base delle analisi affidate dal Comune al dipartimento Memotef dell’Università La Sapienza, dovrebbero puntare a «un equilibrio tra residenti e posti letto turistici», includendo anche le strutture alberghiere.

Le soglie di saturazione, secondo la proposta, dovrebbero essere definite attraverso un confronto con le associazioni cittadine, tenendo conto della vivibilità dei quartieri e dell’andamento dei canoni di locazione abitativa.

Sanzioni, controlli e gestione delle irregolarità

Il documento dedica poi molto spazio anche al tema delle irregolarità. Viene proposta una revisione e un rafforzamento delle prescrizioni relative alla quiete pubblica e condominiale, alla gestione dei rifiuti e al rispetto delle norme vigenti, con sanzioni più chiare e strumenti di segnalazione aggiuntivi, come l’esposizione del Codice identificativo nazionale.

In caso di violazioni gravi, è prevista la possibilità di sospendere o revocare l’autorizzazione. Particolare attenzione viene posta alla necessità di controlli «permanenti, digitali e sul campo», da finanziare anche attraverso una quota della tassa di soggiorno e da affidare ai Municipi per garantirne l’efficacia.

Incentivi, monitoraggio e partecipazione

Tra le misure proposte figurano anche incentivi fiscali, come sgravi sull’Imu per i proprietari che riconvertono un affitto breve in un contratto abitativo standard, in particolare a canone concordato. L’obiettivo indicato è quello di «favorire il ritorno di alloggi al mercato residenziale».

Il monitoraggio dell’attuazione del Regolamento verrebbe affidato all’Osservatorio della condizione abitativa del Campidoglio, con il coinvolgimento dei presidenti dei municipi, per valutare nel tempo l’efficacia delle misure e l’andamento del fenomeno. Il documento prevede poi meccanismi di consultazione periodica con associazioni, comitati e realtà sociali territoriali.

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