Roma, 5 maggio 2026
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Emergency porta a Roma due incontri su guerra e informazione: a Palazzo Esposizioni il ciclo «In che mondo viviamo?»

L’8 e il 29 maggio due appuntamenti nell’ambito della mostra World Press Photo con giornalisti, scrittori e saggisti per riflettere sul racconto dei conflitti e sul valore delle parole contro la normalizzazione della guerra

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 2'
Emergency porta a Roma due incontri su guerra e informazione: a Palazzo Esposizioni il ciclo «In che mondo viviamo?»

Come si racconta oggi la guerra? Quali parole usiamo per descriverla e quanto il linguaggio contribuisce a renderla accettabile? Sono le domande al centro di «In che mondo viviamo? Conversazioni sul presente e sul futuro», il ciclo di incontri organizzato da Emergency a Palazzo Esposizioni Roma nell’ambito della mostra World Press Photo. Gli appuntamenti sono in programma l’8 e il 29 maggio nella sala Cinema di Palazzo Esposizioni, con ingresso dalla scalinata di via Milano 9A, e rientrano nelle iniziative della campagna R1PUD1A, promossa da Emergency per ribadire il rispetto dell’articolo 11 della Costituzione italiana, che sancisce il ripudio della guerra. La campagna ha già coinvolto oltre 650 Comuni, 1.200 scuole e più di 300 tra cinema, teatri e festival, con l’obiettivo di contrastare quella che l’associazione definisce una progressiva normalizzazione della guerra nel dibattito pubblico e politico del Paese. Due serate aperte al pubblico, dunque, per riflettere sul ruolo dell’informazione, della cultura e della parola nella costruzione di una coscienza collettiva più consapevole.

L’8 maggio il focus sul giornalismo e il racconto dei conflitti

Il primo appuntamento si terrà venerdì 8 maggio alle 18.30 con l’incontro dal titolo «Raccontare la guerra: linguaggi e responsabilità del giornalismo». Al centro del confronto ci sarà il modo in cui il giornalismo affronta la complessità dei conflitti contemporanei, tra il bisogno di coinvolgere il pubblico e la necessità di mantenere uno sguardo critico e rigoroso. L’incontro proverà ad approfondire il potere e i limiti delle diverse forme narrative nel generare consapevolezza, interrogandosi su come si costruiscono le storie e su quali responsabilità comporta il loro racconto. Un tema particolarmente attuale in una fase storica in cui guerre, crisi umanitarie e tensioni internazionali occupano quotidianamente il dibattito mediatico e politico. A discuterne saranno Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale, e Giammarco Sicuro, inviato del Tg3 Rai, con la moderazione di Max Brod, giornalista Rai e coordinatore di No Peace No Panel. L’obiettivo è aprire uno spazio di confronto tra linguaggi e approcci differenti, per capire come il giornalismo possa non solo informare, ma anche interpretare la realtà e stimolare uno sguardo più attento e consapevole.

Il 29 maggio parole e letteratura per «disarmare il mondo»

Il secondo incontro si terrà venerdì 29 maggio, sempre alle 18.30, con il titolo «Parole per disarmare il mondo». In questo caso il focus si sposterà sul valore delle parole che raccontano la guerra e che spesso ne determinano il senso, i confini e perfino la sua accettabilità sociale e politica. Accanto al lavoro dell’informazione e dell’analisi giornalistica, Emergency mette al centro anche il ruolo della letteratura e della poesia, capaci di aprire spazi alternativi rispetto alle narrazioni dominanti e di rendere visibile ciò che spesso resta ai margini. A confrontarsi saranno lo scrittore Nicola Lagioia e la saggista e giornalista Paola Caridi, moderati da Chiara Cruciati, vicedirettrice de il manifesto. L’incontro proverà a rispondere a una domanda tanto semplice quanto complessa: perché il mondo continua ancora oggi a essere lacerato dalla guerra? E soprattutto, quali parole possono aiutarci a sottrarre il conflitto alle narrazioni che lo rendono inevitabile o persino accettabile? Secondo Emergency, il primo passo per disinnescare la guerra passa proprio da qui: dalla capacità di cambiare il modo in cui la raccontiamo.

Ingresso libero e prenotazioni aperte

Entrambi gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti, con prenotazione consigliata attraverso il sito di Palazzo Esposizioni Roma fino a due ore prima dell’evento. Sul portale della campagna R1PUD1A, invece, è possibile firmare l’appello «Io obietto la guerra» ed entrare a far parte della comunità che sostiene l’iniziativa. Un invito a riflettere, discutere e prendere posizione, in un tempo in cui la guerra rischia sempre più spesso di diventare rumore di fondo e non più scandalo collettivo.

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