
Una grande installazione fotografica per la pace accoglie da oggi i viaggiatori in partenza dall’aeroporto di Fiumicino. All’ingresso del Terminal 1 è stata inaugurata «Daring Peace Together, for a Future Without Hate», un’opera composta da 108 ritratti in bianco e nero che raccontano storie e identità diverse. Quello spazio di transito diventa così un luogo anche di riflessione.
L’installazione, realizzata su una vetrata di oltre 100 metri quadrati, è un invito visivo al dialogo tra popoli, religioni ed etnie, ribadendo il ruolo dello scalo come punto di incontro globale.
Il progetto - promosso da Unhate Foundation in collaborazione con Aeroporti di Roma e Comunità di Sant’Egidio, rientra nell’«Inside Out Project», il progetto artistico internazionale ideato dall’artista francese JR, celebre per le sue installazioni urbane su larga scala dedicate a temi sociali. Nato nel 2011, il progetto coinvolge comunità di tutto il mondo nella creazione di ritratti fotografici esposti in spazi pubblici.
Gli scatti esposti a Fiumicino sono stati realizzati dai giovani di Studio Kene, laboratorio fotografico fondato da Mohamed Keita, in occasione dell’Incontro internazionale per la pace organizzato proprio dalla Comunità di Sant’Egidio.
Le immagini ritraggono 108 persone che hanno scelto di «metterci la faccia» per promuovere un messaggio condiviso di pace e responsabilità collettiva. L’obiettivo è interrompere la routine del viaggio e stimolare nei passeggeri una riflessione sul valore della convivenza e dell’inclusione.
«La nostra missione - commenta Irene Boni, consigliere delegato di Unhate Foundation - è combattere la cultura dell’odio e l’arte rappresenta una delle principali aree di azione per promuovere il dialogo e la connessione tra le generazioni».
Vincenzo Nunziata, presidente di Aeroporti di Roma, evidenzia inoltre il ruolo dello scalo: «Ospitare questa installazione significa affermare una visione precisa: quella di un aeroporto che sa aprirsi ai linguaggi dell’arte e farsi veicolo di messaggi di forte valore civile».
Anche Stefano Carmenati, amministratore della Comunità di Sant’Egidio, rimarca il valore dell’iniziativa: «Nell’incontro tra persone di diversa religione, cultura e provenienza è possibile la pace».
L’opera rappresenta un ulteriore passo nel percorso di valorizzazione culturale dell’aeroporto Leonardo da Vinci, già sede di installazioni artistiche e progetti espositivi. L’obiettivo è consolidare il ruolo dello scalo non solo come hub della mobilità globale, ma anche come luogo capace di diffondere messaggi civili e culturali.
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