
Protesta questa mattina davanti alla sede di Eni, nel quartiere Eur di Roma, dove si è svolta, intono alle 10, l’assemblea degli azionisti del gruppo energetico. Otto persone appartenenti ai movimenti ambientalisti Ultima Generazione e Extinction Rebellion si sono presentate in abiti religiosi inscenando una manifestazione ironica contro il decreto sicurezza del Governo guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Gli attivisti hanno recitato slogan e «preghiere» satiriche come «Trivellaci, sfruttaci e acceleraci all’ora della nostra morte» e «Cane nostro che inquini i cieli», «dacci oggi il tostapane quotidiano» mentre all’interno della sede era in corso la nomina del presidente del Consiglio di amministrazione della società. Tutte le persone presenti sono state identificate dalle forze dell’ordine.
I due movimenti ambientalisti collegano la protesta direttamente alle nuove misure sulla sicurezza introdotte dal Governo: «L’ennesimo Decreto Sicurezza del Governo inasprisce ulteriormente la repressione verso forme di protesta pacifiche e nonviolente», dichiarano i membri di Extinction Rebellion.
Gli attivisti, inoltre, ricordano come il provvedimento introduca «14 nuovi reati e nove aggravanti» per chi manifesta. Viene così citato il giudizio di alcuni esperti delle Nazioni Unite, che hanno definito il decreto
«il più grave attacco alla libertà di protesta degli ultimi decenni».
Ultima Generazione ha poi aggiunto, con tono ironico: «In questo contesto, sembra non rimanerci altra possibilità che inginocchiarci e pregare che multinazionali come Eni facciano da guida verso la salvezza dell’umanità».
Nel mirino della protesta anche la gestione dell’assemblea degli azionisti di Eni, che per il settimo anno consecutivo si è svolta a porte chiuse. Gli attivisti sostengono che questa modalità impedisca «una partecipazione attiva e critica della società civile».
Durante la manifestazione è stata inoltre denunciata l’esclusione di un socio accreditato:
«Agli azionisti critici non viene permesso di partecipare: questa stessa mattina è stato impedito di entrare ad un azionista accreditato che arrivava dall’Austria»
hanno dichiarato i manifestanti presenti sul posto.
Nel comunicato, i movimenti ambientalisti contestano anche il ruolo internazionale di Eni, definita «la principale compagnia fossile italiana» e partecipata dallo Stato per circa il 30%.
Tra i temi citati ci sono il Piano Mattei, il progetto strategico promosso dal Governo italiano per rafforzare i rapporti energetici con diversi Paesi africani, e le attività del gruppo nel Delta del Niger. Gli attivisti richiamano inoltre i rapporti commerciali con il gruppo israeliano Delek e il tentativo, poi ritirato, di collaborazione per l’estrazione di gas nelle acque antistanti Gaza:
«Abbiamo rivolto le nostre preghiere, ma i precedenti di ENI non ci fanno ben sperare. Sarà necessario continuare a protestare, con o senza perdono»
chiosano gli attivisti ambientalisti di Ultima Generazione ed Extinction Rebellion.
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