
La convocazione di una riunione tecnica e istituzionale fissata per il 13 gennaio al Ministero della Cultura riaccende la polemica sull’abbattimento dei cipressi storici intorno al Mausoleo di Augusto. Al tavolo sono attesi il Mic, il Comune di Roma Capitale e la Sovrintendenza, con l’obiettivo di chiarire le ragioni del taglio e valutare il futuro del progetto di valorizzazione dell’area.
L’incontro, sollecitato dal vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, punta a chiarire le ragioni che hanno portato alla rimozione della corona verde e a valutare la possibilità di fermare la realizzazione del camminamento pedonale sulla copertura del monumento.
La notizia segna un nuovo capitolo in una vicenda che vede contrapposte la visione della tutela paesaggistica del Novecento e quella della valorizzazione archeologica contemporanea.
Un elemento chiave della discussione è il ruolo giocato dagli organi ministeriali negli anni passati. Durante l'interpellanza urgente del 14 novembre 2025, il Sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi ha infatti confermato che il progetto di valorizzazione e musealizzazione dell’area aveva già ottenuto i necessari pareri favorevoli. Mazzi ha precisato che la Soprintendenza speciale statale aveva espresso una valutazione di compatibilità positiva già nel 2020, autorizzando gli interventi proposti dalla Sovrintendenza capitolina.
Secondo quanto riferito dal Sottosegretario, il parere favorevole dei ministeri era legato alla volontà di favorire la «piena leggibilità» del monumento. In questa ottica, la sostituzione delle vecchie alberature con nuovi esemplari a crescita controllata era stata considerata coerente con il progetto di rendere praticabile l’anello esterno della struttura. Mazzi ha quindi ricordato che il piano non era un’iniziativa improvvisa, ma l’esito di un iter amministrativo consolidato.
Il dibattito riguarda un intervento articolato in lotti differenti, che coinvolge nomi di primo piano dell'architettura internazionale. La sistemazione della piazza è legata al concorso del 2006 vinto da Francesco Cellini, il cui obiettivo era la creazione della piazza ipogea da poco inaugurata. Per quanto riguarda invece il lotto relativo al restauro conservativo e alla musealizzazione del Mausoleo, il progetto di allestimento è stato affidato allo studio OMA (Office for Metropolitan Architecture) guidato dall'architetto olandese Rem Koolhaas, firma della Fondazione Prada a Milano o del rinnovamento del Museo Egizio a Torino.
L'idea di Koolhaas prevede la creazione di un percorso di visita che renda il monumento un luogo attraversabile, includendo un camminamento sopra le concamerazioni ad arco di cerchio. È proprio questo «percorso turistico pedonale» a essere oggi nel mirino delle critiche di Rampelli, che lo considera una violazione della natura spirituale e funeraria del sepolcro augusteo.
Un punto sollevato con forza nell'interpellanza riguarda la natura scientifica della decisione. La Sovrintendenza capitolina ha giustificato l'abbattimento citando un monitoraggio puntuale eseguito dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), dal quale sarebbe emerso che gli alberi erano ammalorati e a rischio caduta. È stato inoltre affermato, in modo più generale, che la rimozione dei cipressi avrebbe contribuito alla «salvaguardia delle strutture antiche».
Tuttavia, come sottolineato da Rampelli e da diverse associazioni cittadine, i dettagli di queste analisi non sembrano essere stati resi pubblici. Nell'interpellanza si parla esplicitamente di una «sostanziale secretazione delle analisi», lamentando la mancanza di trasparenza sulle effettive conclusioni del CNR. Resta dunque il dubbio se il taglio fosse l’unica soluzione possibile o se esistessero margini per la cura delle alberature, un tema che sarà certamente al centro del tavolo del 13 gennaio.
La polemica tocca anche la dimensione storica del monumento. Rampelli difende la scelta operata dall’architetto Antonio Muñoz, che nel 1938 volle circondare il Mausoleo con quella che definì la «corona di Augusto», un «bosco sacro» di cipressi inteso come parte integrante dell’identità del sito.
Di parere opposto è la Sovrintendenza, che nelle sue note ufficiali definisce «improbabile» che gli alberi originari fossero cipressi. Il riferimento storico principale è quello del geografo Strabone, il quale scriveva che il Mausoleo era «coperto fino alla cima di alberi sempreverdi». La Sovrintendenza sottolinea che il termine «sempreverdi» non identifica necessariamente il cipresso e che la crescita abnorme degli esemplari di Muñoz avrebbe col tempo snaturato l’estetica e l'equilibrio paesaggistico dell'area. Per l'ente comunale, dunque, il progetto attuale non farebbe che ripristinare una corretta proporzione visiva, sostituendo piante considerate pericolose con nuovi esemplari della varietà «Totem», destinati a non superare i dieci metri di altezza.
Credit foto: Sovrintendenza capitolina
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