
Poesia, arte, creatività. «Questo è il motivo che oggi unisce l'arte partecipata, le sue moltitudini e un no alla guerra, un ripudiale alla guerra». Lo spiega con chiarezza Ivan Tresoldi, meglio conosciuto come ivan, poeta di strada, qui in via dei Fori Imperiali a Roma. «La guerra - continua lo scrittore - è la mancanza di colore, di parole, dello stare insieme e quindi oggi questa è una grande pagina bianca per una poesia nascosta che ci appartiene a tutti» .
Oltre 2.000 persone hanno partecipato lo scorso fine settimana ai Fori Imperiali alla «Chiamata alle Arti – Lasciamo un segno contro la guerra», l’iniziativa promossa da Emergency, l’organizzazione umanitaria fondata da Gino Strada, in collaborazione con ivan, poeta di strada noto per i suoi happening artistici partecipativi. L’evento, realizzato con il patrocinio del Comune di Roma, ha trasformato un enorme telo bianco in un’opera collettiva dedicata alla pace, ai diritti e alla partecipazione civile.
Per l’intera giornata cittadini, famiglie, studenti, bambini e turisti hanno scritto, disegnato e colorato sulla grande superficie, contribuendo a costruire una testimonianza condivisa di rifiuto della guerra e di adesione ai valori del dialogo e della tutela dei diritti umani.
La manifestazione si inserisce nel percorso della campagna R1PUD1A di Emergency, nata per riportare al centro del dibattito pubblico il valore dell’Articolo 11 della Costituzione italiana, che sancisce il ripudio della guerra. L’obiettivo è coinvolgere Comuni, scuole, associazioni, luoghi della cultura e cittadini in un impegno diffuso a favore della pace.
Nel corso della giornata, è stato rivolto un appello ai Comuni italiani affinché riaprano gli elenchi per gli obiettori di coscienza al servizio militare e informino i cittadini di questa possibilità.
«Hanno già aderito 110 Comuni - spiega Simonetta Gola di Emergency - , tra cui Firenze, Reggio Emilia, Livorno, Pavia, Catanzaro, Capaci, Rho e Barberino del Mugello.
Emergency ha spiegato le ragioni dell’iniziativa:
«Il governo ha già più volte annunciato l’intenzione di riformare l’esercito e aumentarne significativamente gli effettivi. Noi vogliamo riaffermare con forza il valore del ripudio della guerra sancito dalla nostra Costituzione e il nostro diritto ad obiettare».
L’organizzazione ha quindi invitato le amministrazioni locali a svolgere un ruolo attivo:
«Lanciamo quindi un appello ai Comuni italiani a divenire protagonisti nell’esercizio di questo diritto fondamentale, accantonato nel tempo, perché la pace si costruisce con atti concreti: curando le persone, creando relazioni, promuovendo conoscenza, cooperazione e diritti. Ciascuno può fare la sua parte».
L’opera realizzata ai Fori Imperiali resta il simbolo di una partecipazione collettiva che ha trasformato uno dei luoghi più rappresentativi della Capitale in uno spazio di incontro, espressione e condivisione. Accanto alla grande installazione partecipativa si sono svolti laboratori, attività educative, momenti di pratica corporea e iniziative artistiche dedicate ai temi della convivenza, dei diritti e della pace.
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