
Velocità ridotta nel centro storico. Scatta da lunedì 16 marzo il nuovo limite a 30 chilometri orari nel cuore di Roma, accompagnato dall’installazione di venti autovelox mobili per controllare il rispetto della misura. I dispositivi entreranno in funzione nel quadrante compreso tra via Nazionale e corso Vittorio Emanuele II, uno dei tratti più frequentati del cuore della Capitale. Per chi non rispetterà il limite sono previste sanzioni, con controlli affidati alle pattuglie della polizia locale.
Secondo quanto spiegato dall’assessore capitolino alla Mobilità Eugenio Patanè, i dispositivi utilizzati saranno autovelox mobili. «Gli autovelox dovranno essere preceduti da un cartello di segnalazione e seguiti da una pattuglia che fermerà i trasgressori per una contestazione immediata della violazione del limite di velocità», ha dichiarato. Il sistema prevede quindi sia il controllo elettronico della velocità sia l’intervento diretto degli agenti.
Sono più di venti le strade dove da questa mattina i conducenti potranno incontrare i nuovi autovelox. Tra le principali arterie interessate dalla misura ci sono via del Plebiscito, via del Teatro Marcello, via Petroselli, via Zanardelli, corso Rinascimento e via del Tritone. Secondo l’assessore Patanè, quasi metà delle strade all’interno della Ztl aveva già un limite di 30 chilometri orari: l’intervento estende quindi la misura alla restante parte del centro storico. «In realtà – ha aggiunto – di giorno, a causa del traffico e dei numerosi semafori, è già impossibile per le auto superare i 30 chilometri orari».
L’obiettivo principale dell’intervento è aumentare la sicurezza stradale. Secondo uno studio commissionato dal Campidoglio, la riduzione generalizzata del limite di velocità nel centro storico potrebbe portare a una diminuzione del 22 per cento dell’indice di pericolosità degli incidenti. Oltre alla sicurezza, l’amministrazione prevede anche effetti positivi dal punto di vista ambientale. Il limite di 30 chilometri orari potrebbe ridurre del 19,6 per cento le emissioni di ossidi di azoto (NOx), dell’8 per cento quelle di anidride carbonica (CO) e del 3,6 per cento il monossido di carbonio. A questi si aggiungerebbe anche un calo dell’inquinamento acustico: circa 2,1 decibel in meno, pari a una riduzione dell’intensità sonora stimata del 38 per cento.
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