
Una parte della scuola è chiusa, la mensa è inagibile e i bambini e le bambine sono costretti a mangiare in classe. Succede al plesso Randaccio dell’istituto comprensivo Piersanti Mattarella, nel quartiere Casal Bertone dove, a novembre scorso, si è verificato il cedimento di una porzione del solaio proprio nell’area dedicata ai pasti. Una situazione che ha indotto alcuni genitori ad organizzare una manifestazione aperta a tutta la cittadinanza in programma mercoledì 11 marzo alle 15.30. Ma cosa sta facendo il IV Municipio per mettere in sicurezza gli spazi? Lo abbiamo chiesto all’assessora alla Scuola Annarita Leobruni.
Assessora, tanti i disagi in questi mesi: ci sono aree della scuola inaccessibili e alcuni alunni sono stati trasferiti. Quali sono gli interventi avviati dal Municipio?
«Il Municipio è intervenuto subito perché, durante un’ispezione, c’è stato il crollo dell’intradosso del solaio, cioè del materiale che si trova tra un mattone e l’altro. Questo è avvenuto perché la scuola è degli anni ’30 -’50 e quindi presenta un naturale logoramento dei materiali con cui è costruita. Inoltre non erano mai stati fatti interventi prima e quindi, insieme all’ufficio tecnico, abbiamo pensato che andasse controllata tutta la scuola, non solo la parte in cui è avvenuto il crollo. Per questo abbiamo incaricato uno strutturista, che ha redatto una relazione. Il crollo è avvenuto a fine novembre e la relazione dello strutturista è arrivata circa tre settimane dopo».
Sulla base della relazione cosa è stato deciso?
«Innanzitutto, di chiudere alcuni spazi che sono stati dichiarati inagibili. Poi, insieme alla scuola e ai genitori, abbiamo esaminato le possibilità per tenere la scuola aperta e in sicurezza per i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze. Nel frattempo siamo intervenuti subito sull’androne, con lavori di messa in sicurezza delle scale, installando dei ponteggi e mettendo in sicurezza la parte di solaio collegata alle scale. Siamo intervenuti anche nei bagni: ad oggi devono essere conclusi con un’ulteriore ispezione ai tiranti. L’ispezione è prevista per il 9 marzo e, una volta fatta, passeremo alla mensa».
Ancora oggi i bambini e le bambine mangiano in classe. Può darci dei tempi? Quando sarà possibile avere di nuovo uno spazio mensa?
«Come abbiamo detto ai genitori, alla dirigente scolastica e alla coordinatrice, i tempi dei lavori sono un po’ lunghi. Il nostro obiettivo, con la manutenzione ordinaria, quindi con il titolo primo, è quello di completare la mensa entro la fine dell’anno e restituirla ai bambini e alle bambine».
Per quanto riguarda, invece, gli interventi strutturali- quelli che serviranno per mettere definitivamente in sicurezza la scuola - cosa si sta facendo? C’è un progetto? Quali sono i tempi e quali sono i fondi?
«Oltre ad avviare la manutenzione ordinaria per mettere in sicurezza gli spazi della scuola necessari alla didattica, abbiamo ovviamente avuto bisogno di predisporre un progetto e una scheda Merloni di manutenzione straordinaria. Questa manutenzione straordinaria ha un valore di 4 milioni di euro. Abbiamo già protocollato la richiesta per ottenerli nella prossima apertura di bilancio, che è prevista per luglio. Nel frattempo abbiamo chiesto anche al Ministero dell’Istruzione, attraverso i fondi di somma urgenza, una parte di quella cifra per mettere in sicurezza gli spazi comuni e restituire alla comunità la possibilità di utilizzarli. Abbiamo quindi deciso di intraprendere due strade: da una parte la richiesta di fondi di somma urgenza al Ministero dell’Istruzione, dall’altra i fondi di manutenzione straordinaria richiesti nella sessione di bilancio che si aprirà a luglio.
Quindi a luglio verranno richiesti i fondi per la manutenzione straordinaria. Una volta ottenuti, cosa succederà?
«La manutenzione straordinaria prevede prima una fase di progettazione e poi l’accesso al mutuo. Verrà, quindi, incaricato un tecnico che realizzerà la progettazione relativa alla manutenzione del resto della scuola, che è molto grande. Successivamente si andrà a bando con quel progetto e con i fondi necessari per realizzarlo. Si farà, ovviamente, un bando pubblico: parteciperanno le ditte e, una volta individuata quella vincitrice, si potranno iniziare i lavori. È un percorso lungo, perché la progettazione di una scuola intera richiede tempi adeguati per poterla rimettere in sicurezza. Va anche detto che finora questa scuola non era mai stata oggetto di interventi».
«Assessora, alcuni genitori lamentano la mancanza di confronto da parte del municipio e vorrebbero essere aggiornati sugli interventi in corso. Infatti hanno anche organizzato una manifestazione. Lei ha incontrato le famiglie coinvolte in questi mesi?»
«Abbiamo incontrato subito il consiglio d’istituto dell’istituto comprensivo Mattarella, sia nella componente dei genitori sia in quella degli insegnanti, oltre ovviamente alla dirigente. Abbiamo, poi, incontrato anche il consiglio della scuola dell’infanzia. Abbiamo fatto una riunione con i rappresentanti di classe perché il nostro obiettivo è stato fin da subito accompagnare, insieme ai genitori, questo processo. Sappiamo che è una situazione di difficoltà ma noi siamo accanto ai genitori come lo siamo sempre stati. Abbiamo fatto cinque incontri, da gennaio fino ad oggi. L’ultimo si è svolto durante una commissione scuola, quindi verbalizzata. Comprendiamo la manifestazione e le preoccupazioni dei genitori ma, ripeto, li stiamo accompagnando in questo percorso e restiamo a disposizione di tutti come sempre in questi mesi di lavori ordinari e di programmazione straordinaria.
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi