Roma, 11 ottobre 2026
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Dopo le esplosioni a Roma Est anche Libera chiama i quartieri in piazza: manifestazione il 14 ottobre a Malatesta

L’appuntamento è alle ore 18. L’associazione chiede sostegno a commercianti e cittadini che denunciano, più presìdi sociali e un rafforzamento del contrasto alla criminalità organizzata

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 4'
Bandiere di Libera (Foto Agenzia Dire)

Bandiere di Libera (Foto Agenzia Dire)

Una manifestazione pubblica a piazza Malatesta dopo la sequenza di esplosioni che nelle ultime settimane ha colpito diversi quartieri della zona est di Roma. A promuoverla è Libera Roma, insieme ad associazioni, realtà studentesche e gruppi scout: l’appuntamento è per mercoledì 14 ottobre alle ore 18.

La mobilitazione arriva dopo una serie di ordigni esplosi tra Casilina, Don Bosco, Centocelle e San Basilio, spesso davanti ad attività commerciali, abitazioni ed esercizi pubblici e arriva a pochi giorni da un primo appuntamento indetto dal presidente del VII municipio a viale San Giovanni Bosco.

«Un’escalation di violenza sta colpendo la Capitale, in particolare il quadrante est», scrive Libera, che invita la cittadinanza a partecipare alla manifestazione con lo slogan: «I quartieri appartengono a chi li vive, non alle mafie».

Libera: «Le bombe sono diventate il linguaggio della contesa»

Secondo Davide Biscotti, referente di Libera Roma, la sequenza di attentati si inserirebbe in una fase di ridefinizione degli equilibri criminali sul territorio.

«Secondo chi indaga è in corso una guerra per il controllo del territorio e delle piazze di spaccio, esplosa nel vuoto lasciato dalle recenti inchieste della Dda», afferma Biscotti.

L’ipotesi di una contesa tra gruppi criminali per il controllo delle piazze di spaccio è tra quelle prese in considerazione dagli investigatori. Le indagini, tuttavia, sono ancora in corso e non tutti gli episodi risultano formalmente ricondotti a un unico disegno criminale.

«Le bombe sono diventate il linguaggio di questa contesa: servono a seminare paura e a parlare all’intero quartiere», sostiene ancora il referente di Libera.

Otto esplosioni da fine agosto nel quadrante est

Il conteggio degli episodi è di otto ordigni negli ultimi mesi tra Casilina, Don Bosco, Centocelle e San Basilio.

Sono stati colpiti, tra gli altri, una sala slot all’Alessandrino, una vineria in via Calpurnio Fiamma a Don Bosco, un autonoleggio sulla Casilina alla Borghesiana e il cortile di un condominio a San Basilio.

Gli investigatori stanno verificando eventuali collegamenti tra gli attentati e il contesto nel quale sono maturati. Un recente vertice in Prefettura ha fatto il punto sulla situazione, con particolare attenzione ai possibili legami con il traffico di droga e con la riorganizzazione degli equilibri criminali nell’area est della città.

Le richieste: scuole, cultura e sostegno a chi denuncia

Libera chiede che l’attenzione sui quartieri interessati non si limiti all’emergenza immediata.

Tra le richieste ci sono protezione e sostegno per commercianti e cittadini che denunciano, maggiori investimenti in scuole, cultura, spazi sociali e lavoro e un rafforzamento dell’attività di contrasto alla criminalità organizzata.

«Non serve la solita retorica dei quartieri blindati o la speculazione sul degrado: serve più comunità, servono scuole aperte, presìdi di salute, cultura e lavoro dignitoso», afferma Biscotti.

L’associazione richiama inoltre le carenze di organico della Procura di Roma e dei commissariati territoriali, chiedendo maggiori risorse per magistratura e forze dell’ordine.

Quella del 14 ottobre sarà la seconda mobilitazione nel quadrante in pochi giorni. Il 9 ottobre associazioni, comitati, sindacati, realtà sociali e forze politiche si erano già riuniti in viale San Giovanni Bosco per un presidio contro le esplosioni e la criminalità.

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