Roma, 26 febbraio 2026
ultime notizie
Attualità

Blocco stradale sulla A91 del 2021, il Tribunale di Roma assolve gli ambientalisti: «Il fatto non sussiste»

Il Tribunale di Roma assolve gli attivisti per il blocco del 18 dicembre 2021 sul viadotto della Magliana, A91. È la 62esima sentenza che riconosce la protesta non violenta come non reato

di Edoardo IacolucciULTIMO AGGIORNAMENTO 1 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Blocco stradale sulla A91 del 2021, il Tribunale di Roma assolve gli ambientalisti: «Il fatto non sussiste»

Ieri, 25 febbraio, il Tribunale di Roma ha emesso sentenza di assoluzione «perché il fatto non sussiste» in relazione all’azione ambientalista del 18 dicembre 2021, sul viadotto della Magliana, lungo l’autostrada A91 in direzione Eur.

La campagna era di Xr (Extinction Rebellion) e si chiamava «Ultima Generazione - Assemblea Cittadina ORA!»: una delle prime iniziative di quella che in seguito sarebbe diventata Ultima Generazione.

Con questa decisione si arriva alla 62esima sentenza che riconosce che la protesta non violenta non costituisce reato, almeno per i fatti precedenti ai decreti sicurezza dell’attuale governo. Restano comunque diversi procedimenti ancora in corso: «A prescindere da come andranno, a prescindere dalle mosse del governo per reprimere il dissenso, sappiamo di aver fatto la scelta giusta», è la posizione espressa dagli attivisti ambientalisti.

Il blocco del 18 dicembre 2021 sulla A91

Quel giorno Extinction Rebellion blocca l’autostrada A91: «Abbiamo 3 / 4 anni per fare un cambio di rotta radicale, per questo facciamo disobbedienza civile nonviolenta», dichiarano i promotori.

Per il quarto giorno consecutivo sette persone bloccano il traffico a partire dalle 11.30 sul viadotto della Magliana. Sei sono portate in Questura.

Si trattava del nono blocco stradale in tredici giorni nell’ambito della campagna «Ultima Generazione» che chiedeva maggiore partecipazione democratica attraverso l’indizione di una Assemblea di cittadini e un incontro pubblico con il presidente del Consiglio e alcuni ministri.

Secondo quanto reso noto all’epoca, sei cittadini avevano violato il foglio di via da Roma ed erano consapevoli di rischiare condanne severe. La Questura aveva comminato ulteriori denunce, sanzioni amministrative e un foglio di via anche a una persona che, pur non bloccando la strada, stava parlando con gli automobilisti per calmarli. Fu inoltre fatto intendere che, in caso di ulteriori blocchi, sarebbe potuto scattare l’arresto e il processo per direttissima.

«Abbiamo bisogno di una democrazia più partecipativa»

Proprio sull’uso della disobbedienza civile non violenta, Agustina, una delle persone in strada diceva: «La storia insegna che per superare delle crisi importanti in poco tempo è necessario che le persone si organizzino e facciano disobbedienza civile nonviolenta, per forzare i governi ad intraprendere azioni radicali per tutelare il nostro futuro».

Con quella campagna di disobbedienza civile gli ambientalisti chiedevano al governo «di istituire una Assemblea di cittadini che sia deliberativa rispetto alle migliori soluzioni da adottare per affrontare la crisi eco-climatica».

Gli attivisti in quella sede annunciano ulteriori blocchi finché i rappresentanti del governo non avessero concesso un incontro pubblico sulla crisi climatica ed ecologica e sulla possibilità di istituire un’Assemblea di cittadini.

Oggi, con l’assoluzione del Tribunale di Roma, quel primo episodio giudiziario si chiude con la formula più ampia.

CONDIVIDI ARTICOLO

La Capitale, il nuovo giornale online di Roma

La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024

DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi

SEDE LEGALE

Via Giuseppe Gioacchino Belli, 86
Roma - 00193

FOLLOW US
ORA EDITORIALE SRL P.IVA 17596711006© Copyright 2025 - Made by Semplice