Roma, 2 novembre 2026
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«Bloccati per ore, fotografati dalla testa ai piedi»: il rapporto sulle proteste a Roma. Denunciata anche una carica su un manifestante

Trenta segnalazioni nella Capitale, riconducibili a cinque casi distinti. L’organizzazione denuncia identificazioni di massa, riprese video individuali e minacce di sanzioni fino a 3mila euro. La Questura riferisce di 369 persone identificate e sette manifestanti denunciati

di Camilla Palladino TEMPO DI LETTURA 3'
«Bloccati per ore, fotografati dalla testa ai piedi»: il rapporto sulle proteste a Roma. Denunciata anche una carica su un manifestante

Centinaia di persone bloccate per oltre due ore tra Piramide, viale Aventino e piazza Albania, con l’uscita dall’area che sarebbe stata subordinata alla consegna dei documenti e all’identificazione. È il quadro ricostruito da Hub for Defenders sulle modalità di gestione dell’ordine pubblico durante le manifestazioni del 30 ottobre a Roma. Il centralino legale dell’organizzazione ha ricevuto ha ricevuto 37 segnalazioni complessive tra la Capitale, Torino e Bologna: 30 riguardano Roma e sono riconducibili a cinque casi distinti. Secondo le testimonianze, l’accerchiamento avrebbe coinvolto circa 400 persone o più. La ricostruzione, contenuta in una nota diffusa il primo novembre, si basa sulle telefonate e sui messaggi ricevuti dall’organizzazione tra il 30 e il 31 ottobre da persone direttamente coinvolte, familiari, amici e testimoni. Hub for Defenders precisa che non tutti gli episodi sono stati verificati attraverso gli atti e che le testimonianze non costituiscono accertamenti definitivi.

L’accerchiamento tra Piramide e piazza Albania

Le prime 25 segnalazioni relative a Roma sono arrivate al centralino intorno alle 20 del 30 ottobre. Le persone coinvolte avrebbero inizialmente trovato le vie di uscita bloccate nei pressi della Piramide, per poi essere circondate dalle forze di polizia lungo viale Aventino, fino a piazza Albania. Alcune testimonianze riferiscono di manifestanti rimasti accerchiati anche con le mani alzate e senza possibilità di allontanarsi. Secondo quanto riportato da Hub, le richieste di identificazione avrebbero riguardato anche persone estranee alla manifestazione, tra cui clienti presenti in un ristorante della zona. Per lasciare l’area sarebbe stato necessario consegnare un documento. In diversi casi sarebbero state prospettate denunce o sanzioni fino a 3mila euro. Le identificazioni, sempre secondo le testimonianze, sarebbero state accompagnate da riprese individuali dalla testa ai piedi, con il documento in mano, e fotografie di volti, vestiti, scarpe e occhi. Intorno alle 21, dopo l’intervento di un avvocato di Hub for Defenders, un agente avrebbe annunciato al megafono che a tutte le persone presenti sarebbe stato contestato il blocco stradale. Alle 22, secondo le segnalazioni, circa quindici persone risultavano ancora accerchiate.

I fermi, le cariche e le altre testimonianze

Le ulteriori segnalazioni raccolte a Roma riguardano almeno altre undici persone. Intorno alle 19.20, nella zona di via Marmorata, un gruppo di sei o sette ragazzi sarebbe stato fermato da agenti in borghese mentre si dirigeva verso il ponte. Dopo essere stati trattenuti sul posto, i giovani sarebbero stati fatti salire su una camionetta e accompagnati in questura. L’episodio sarebbe stato documentato con fotografie e video da una persona presente. Due persone hanno inoltre trasmesso all’organizzazione filmati relativi a episodi di violenza che riferiscono di aver subito da parte delle forze di polizia durante il corteo, all’altezza di Ponte Sisto. Entrambe avrebbero manifestato l’intenzione di sporgere denuncia. Un’altra testimonianza riguarda un manifestante che, mentre cercava di dialogare con gli agenti, sarebbe stato travolto da una carica di alleggerimento. L’uomo sarebbe stato accompagnato in questura, trattenuto fino alle 2 di notte e denunciato per travisamento. Secondo Hub, i video ricevuti mostrerebbero un atteggiamento del manifestante del tutto inoffensivo.

I numeri della Questura e le segnalazioni dalle altre città

Nel comunicato, Hub for Defenders riporta anche i dati diffusi dalla Questura di Roma: 369 persone identificate e sette manifestanti denunciati. Due denunce riguarderebbero la resistenza aggravata a pubblico ufficiale, due il travisamento e il porto di oggetti atti a offendere, una il blocco stradale, una il porto di oggetti atti a offendere e una il travisamento. La Questura avrebbe inoltre annunciato la possibilità di ulteriori denunce e sanzioni amministrative, anche in relazione al blocco stradale di viale Aventino. L’organizzazione esprime preoccupazione per il ricorso alla cosiddetta «nassa», o kettling: una tecnica che consiste nel circondare un gruppo di persone in uno spazio delimitato, impedendone l’uscita o consentendola soltanto attraverso varchi controllati. Hub sottolinea l’assenza in Italia di una disciplina specifica e organica che ne regoli utilizzo, durata e garanzie per le persone coinvolte.

Le segnalazioni non riguardano soltanto Roma. A Torino il centralino ha ricevuto sei comunicazioni relative a cinque casi distinti e sette persone coinvolte. Tra gli episodi riferiti ci sono tre minorenni che sarebbero stati condotti in un posto di polizia e successivamente trasferiti altrove, oltre a controlli e perquisizioni nei confronti di ragazzi diretti alla manifestazione. A Bologna è stata registrata una segnalazione: un ragazzo sarebbe stato trattenuto per oltre un’ora dalla Polizia ferroviaria in stazione per essere identificato. Nel complesso, nelle tre mobilitazioni del 17, 24 e 30 ottobre, Hub for Defenders dichiara di aver raccolto 136 segnalazioni o comunicazioni relative a episodi che avrebbero coinvolto almeno 400 persone. L’organizzazione ricorda che i dati non costituiscono una ricostruzione esaustiva degli avvenimenti né un accertamento giudiziario delle eventuali responsabilità.

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