Roma, 7 novembre 2026
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Blitz antidroga al Laurentino 38: smantellata la rete del quinto ponte, sei misure cautelari

Operazione antidroga al Laurentino 38, a Roma: sei misure cautelari per la gestione della piazza di spaccio del quinto ponte. La cocaina arrivava anche nascosta in pacchi di biancheria intima

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Blitz antidroga al Laurentino 38: smantellata la rete del quinto ponte, sei misure cautelari

Un debito da migliaia di euro, le pressioni per restituire la droga sequestrata dalle forze dell’ordine e persino la consegna delle automobili dei familiari come garanzia. È partendo dalla vicenda di un uomo coinvolto nel giro dello spaccio che gli investigatori sono riusciti a ricostruire il presunto sistema criminale attivo al Laurentino 38, nella zona del cosiddetto «quinto ponte».

L’inchiesta ha portato all’esecuzione, nelle prime ore di oggi, di sei misure cautelari disposte dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura di Roma. Cinque persone sono destinatarie della custodia in carcere, mentre per una donna sono stati disposti gli arresti domiciliari. Gli agenti della Squadra di polizia giudiziaria del commissariato Esposizione hanno eseguito quattro dei sei provvedimenti.

Le auto dei familiari per saldare i debiti con il capo dello spaccio

A fornire agli investigatori elementi decisivi sarebbe stato uno dei collaboratori del gruppo, che nel settembre 2024 avrebbe deciso di interrompere i rapporti con il presunto vertice dell’organizzazione. L’uomo si sarebbe trovato in una situazione debitoria sempre più difficile, maturata nell’ambito dell’attività di spaccio.

Un primo conto da saldare, secondo la ricostruzione investigativa, ammontava a 14mila euro ed era legato al 2023. Per far fronte alle richieste avrebbe dovuto consegnare un’automobile e versare denaro contante. La situazione sarebbe diventata ancora più pesante dopo un arresto e il sequestro di una partita di stupefacenti: il pusher sarebbe stato costretto a rimborsare il valore della droga finita nelle mani della polizia.

Le pretese avrebbero infine coinvolto anche i suoi familiari, fino alla consegna di una seconda vettura appartenente al nucleo familiare. Una vicenda che avrebbe spinto l’uomo a collaborare, permettendo di approfondire il funzionamento della rete.

Cocaina nascosta nella biancheria intima e consegne con prestanome

L’organizzazione, secondo gli investigatori, avrebbe gestito l’approvvigionamento e la distribuzione della cocaina attraverso un sistema articolato. Parte della sostanza sarebbe arrivata dall’estero all’interno di spedizioni in cui la droga veniva occultata tra capi di biancheria intima.

I pacchi sarebbero stati intestati a persone utilizzate come prestanome, alle quali sarebbe stato riconosciuto un compenso di circa mille euro per ogni ritiro. Una volta recuperata, la sostanza veniva lavorata, suddivisa in dosi e organizzata in quantitativi da assegnare ai diversi spacciatori.

Il presunto responsabile della piazza avrebbe coordinato le operazioni anche a distanza, servendosi di collaboratori fidati e applicazioni di messaggistica criptata. Le comunicazioni sarebbero servite a gestire le forniture, stabilire le quantità da distribuire e controllare il lavoro dei pusher.

Il quinto ponte, piazza di spaccio sotto osservazione per due anni

L’attività investigativa ha preso in esame un periodo compreso tra maggio 2023 e novembre 2025. Nel corso degli accertamenti sono stati documentati consistenti movimenti di cocaina e diversi arresti in flagranza di persone impegnate nella vendita al dettaglio.

Nonostante gli interventi delle forze dell’ordine, il sistema avrebbe continuato a funzionare, modificando le modalità di distribuzione. Oltre alla vendita nella piazza del quinto ponte, sarebbero state organizzate consegne a domicilio e in altri luoghi individuati dagli investigatori.

Sei misure cautelari e un nuovo arresto durante il blitz

Il principale indagato è gravemente indiziato, a vario titolo, di estorsione, traffico e detenzione di stupefacenti e detenzione abusiva di armi. Agli altri indagati viene contestata la detenzione di droga ai fini di spaccio, mentre alla donna sottoposta ai domiciliari sono attribuite ipotesi di tentata estorsione e lesioni personali aggravate.

Nel corso dell’operazione è stato inoltre arrestato in flagranza un uomo estraneo ai destinatari delle misure cautelari, trovato con dosi di cocaina già confezionate e pronte per la vendita.

Le contestazioni dovranno essere verificate nel corso del procedimento giudiziario: per tutte le persone coinvolte vale la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.


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