
Il Tribunale di Roma ha pronunciato assoluzioni e dichiarazioni di reati prescritti nell’ambito dell’ultimo filone dell’inchiesta «Mondo di Mezzo». Francesco D’Ausilio, ex capogruppo Pd in Campidoglio, e Giovanni Fiscon, ex dg di Ama, sono stati assolti «per non aver commesso il fatto», come richiesto dalla Procura. Per Salvatore Buzzi, invece, i giudici hanno dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione, riqualificando l’accusa e escludendo l’aggravante mafiosa.
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha commentato: «L’assoluzione di Francesco D’Ausilio è una bella notizia che mette la parola fine ad una vicenda che ha segnato per dieci anni il percorso politico e la vita privata di una persona per bene. Sono contento perché con la sentenza di oggi viene riconosciuta la correttezza della sua azione nelle istituzioni e perché si chiude, finalmente, una pagina dolorosa per lui e per la sua famiglia».
Anche Alessandro Onorato, assessore capitolino ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, ha espresso vicinanza: «Una sentenza che chiude una vicenda lunga e restituisce verità su una persona che, per troppo tempo, è stata accusata ingiustamente. Oggi è finalmente confermata la sua estraneità ai fatti. Un abbraccio a Francesco e ai suoi cari, che hanno sofferto come lui in questo tempo lunghissimo».
Pino Battaglia, assessore alle Periferie del Campidoglio, ha sottolineato: «Accogliamo con grande soddisfazione la sentenza di assoluzione di Francesco D’Ausilio nel procedimento legato a “Mondo di Mezzo”. Una decisione che arriva dopo oltre dieci anni di indagini e processo e che ristabilisce pienamente la sua estraneità ai fatti contestati. È un esito importante non solo perché mette fine a una lunga vicenda giudiziaria e personale, ma anche perché l’assoluzione è stata richiesta dalla stessa Procura al termine del dibattimento. La conclusione di questa vicenda impone anche una riflessione più ampia sui tempi della giustizia: dieci anni sono un periodo che incide profondamente sulla vita delle persone, sulle loro scelte e sul loro percorso pubblico».
Il gruppo consiliare del Pd in Campidoglio ha commentato: «Oggi, con la sentenza di assoluzione emessa dal Tribunale di Roma, si conclude per Francesco D’Ausilio un decennio di sofferenza umana e politica. Siamo felici per Francesco, che in quegli anni ha ricoperto con impegno e senso delle istituzioni il ruolo di Capogruppo del Partito Democratico in Assemblea Capitolina, perché la sentenza di oggi mette la parola fine ad una vicenda dolorosa e che si è protratta per troppo tempo. A lui ed alla sua famiglia va tutta la nostra vicinanza politica e umana».
Anche i deputati Pd hanno espresso sostegno e riflessioni sui lunghi tempi dei processi. Roberto Morassut ha evidenziato come la vicenda confermi la necessità di ridurre i tempi dei procedimenti giudiziari, mentre Andrea Casu e Michela Di Biase hanno sottolineato come l’assoluzione ristabilisca finalmente verità e giustizia dopo oltre un decennio di attesa.
Daniele Leodori, segretario regionale del Pd Lazio, ha aggiunto: «L’assoluzione di Francesco D’Ausilio chiude una vicenda lunga e dolorosa e ristabilisce finalmente la verità dopo oltre dieci anni. A lui va la mia stima, che non è mai venuta meno in questi anni complessi, segnati da un peso umano e politico molto forte. Questa decisione ricorda quanto sia importante garantire tempi certi della giustizia, perché attese così lunghe lasciano segni profondi nelle persone e nelle loro famiglie. Oggi viene riconosciuta la correttezza del suo operato e si chiude una pagina che meritava un esito chiaro».
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