
Un sistema di emergenza sempre più pubblico, tecnologicamente avanzato e capace di rispondere con maggiore rapidità alle richieste di soccorso. È questa la direzione indicata da Ares 118, che ha illustrato le linee guida del proprio programma di sviluppo per il 2026, con l’obiettivo di rafforzare l’assistenza sanitaria d’emergenza in tutto il Lazio.
Dopo un periodo particolarmente impegnativo, caratterizzato dalla gestione di eventi straordinari e dall’elevato numero di interventi sul territorio, l’azienda regionale guarda ora a una nuova fase di crescita che coinvolgerà mezzi, personale e organizzazione dei servizi.
Uno dei punti centrali del piano riguarda il rafforzamento della presenza diretta di Ares 118 sul territorio. Nei prossimi mesi è previsto l’incremento delle postazioni gestite direttamente dall’azienda, una scelta che punta a consolidare il ruolo pubblico del sistema di emergenza e a garantire una maggiore uniformità nell’erogazione dei servizi.
L’espansione sarà accompagnata da un lavoro di coordinamento con il mondo del volontariato, considerato una componente fondamentale della rete di soccorso regionale. In quest’ottica è stato avviato un percorso di confronto stabile con le organizzazioni del terzo settore, volto a migliorare la programmazione delle attività e a definire criteri condivisi per la gestione delle collaborazioni.
Tra le novità più significative c’è il progetto delle cosiddette «ambulanze connesse», mezzi in grado di dialogare in tempo reale con le strutture ospedaliere.
Grazie all’integrazione digitale, i parametri clinici dei pazienti potranno essere trasmessi durante il trasporto, consentendo ai sanitari di prepararsi all’arrivo della persona soccorsa ancora prima dell’ingresso in pronto soccorso. Un sistema che punta a velocizzare il triage e a migliorare l’efficacia degli interventi nelle situazioni più delicate.
La crescita della componente pubblica si accompagna a un investimento costante su capitale umano, mezzi e tecnologie,
ha spiegato il direttore generale di Ares 118, Narciso Mostarda, sottolineando come l’innovazione rappresenti uno degli elementi strategici per il futuro dell’emergenza sanitaria regionale.
Accanto all’innovazione tecnologica, Ares 118 intende investire sulla qualificazione professionale degli operatori. Sono infatti previsti nuovi percorsi formativi rivolti sia al personale interno sia agli operatori appartenenti alle realtà convenzionate.
L’obiettivo è mantenere elevati standard di preparazione e garantire una risposta sempre più efficace nelle situazioni di emergenza.
Parallelamente prosegue il lavoro per ridurre i tempi che intercorrono tra la chiamata al numero di emergenza e l’arrivo dei soccorsi sul posto, un indicatore considerato fondamentale per valutare l’efficienza del servizio.
Il piano di sviluppo comprende anche il potenziamento delle iniziative di cardioprotezione sul territorio. Continua infatti l’installazione di defibrillatori in luoghi pubblici e strategici, ampliando una rete che negli ultimi anni ha coinvolto anche le forze dell’ordine presenti nella Capitale.
Sul fronte tecnologico cresce inoltre l’utilizzo della piattaforma digitale che consente agli operatori della centrale operativa di visualizzare, con l’autorizzazione del cittadino, le immagini dell’emergenza direttamente dallo smartphone di chi chiama. Uno strumento che permette di fornire indicazioni immediate e supportare le prime manovre di soccorso in attesa dell’arrivo dell’ambulanza.
Con oltre mezzo milione di interventi gestiti ogni anno, Ares 118 punta così a costruire un sistema sempre più moderno, integrato e vicino alle esigenze dei cittadini del Lazio.
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