Roma, 27 ottobre 2026
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Albano Laziale, tre arresti per spaccio e armi clandestine: cocaina e pistole per difendere la rete di vendita

I Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza del gip di Velletri al termine di un’indagine durata alcuni mesi. Due indagati sono stati portati in carcere, il terzo era già detenuto per un’altra causa. Nell’inchiesta documentate numerose cessioni di stupefacenti

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Albano Laziale, tre arresti per spaccio e armi clandestine: cocaina e pistole per difendere la rete di vendita

Tre persone sono state raggiunte da misure cautelari nell’ambito di un’indagine su un’attività di spaccio di cocaina e sulla disponibilità di armi clandestine ad Albano Laziale. I Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo hanno eseguito un’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Velletri, su richiesta della Procura della Repubblica. I destinatari del provvedimento sono tre italiani di 53, 52 e 40 anni, originari dei comuni di Marino e Albano Laziale e già gravati, secondo quanto riferito dagli investigatori, da precedenti in materia di armi e stupefacenti. Sono gravemente indiziati, anche in concorso tra loro, di detenzione e porto di armi in luogo pubblico e detenzione di droga ai fini di spaccio. Due degli indagati sono stati condotti nel carcere di Velletri. Il terzo si trovava già nella stessa struttura penitenziaria, detenuto per un’altra causa.

L’indagine sulla rete di spaccio

L’inchiesta è stata condotta per alcuni mesi dai militari dell’Aliquota operativa della Compagnia di Castel Gandolfo. Gli accertamenti avrebbero permesso di ricostruire un’attività di spaccio attiva nel territorio di Albano Laziale, con la cocaina come sostanza prevalentemente commercializzata. Nel corso delle indagini, i Carabinieri hanno documentato numerose cessioni di droga a diversi acquirenti. Molti di questi sono stati identificati e segnalati alla Prefettura in qualità di assuntori di sostanze stupefacenti. Secondo l’ipotesi investigativa, la disponibilità di armi da fuoco clandestine avrebbe accompagnato l’attività illecita sul territorio. Un elemento che ha contribuito ad approfondire gli accertamenti sui tre destinatari delle misure cautelari e sui loro presunti collegamenti.

La pistola con la matricola abrasa sequestrata ad aprile

Un passaggio significativo dell’indagine risale allo scorso aprile, quando i Carabinieri sono intervenuti per recuperare e sequestrare una pistola semiautomatica con matricola abrasa, insieme al relativo munizionamento. L’arma era nella disponibilità di altre persone con precedenti, attualmente indagate e ritenute dagli investigatori vicine ai tre destinatari del provvedimento cautelare. Il sequestro ha rappresentato uno degli elementi emersi nel quadro investigativo relativo alla disponibilità di armi nell’ambiente oggetto degli accertamenti. La ricostruzione dei rapporti tra le persone coinvolte resta affidata agli approfondimenti dell’autorità giudiziaria. L’operazione è stata condotta dai Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo nell’ambito dell’attività di contrasto allo spaccio e alla detenzione illegale di armi nell’area dei Castelli Romani.

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