Roma, 6 maggio 2026
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Al Santa Maria della Pietà riapre il Museo Laboratorio della Mente: un ponte tra memoria e inclusione

Inaugurato il restyling del Padiglione 6: è il primo passo della rigenerazione del complesso monumentale finanziata con 50 milioni di euro del PNRR. Nuovi allestimenti tecnologici e ologrammi per raccontare la storia della salute mentale

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 2'
Al Santa Maria della Pietà riapre il Museo Laboratorio della Mente: un ponte tra memoria e inclusione

«Abbiamo voluto che il primo spazio restituito alla cittadinanza fosse proprio il Museo della Mente perché questo luogo custodisce la memoria di ciò che il Santa Maria della Pietà è stato». Con queste parole l'Assessore alle Periferie e al Pnrr del comune di ROma, Pino Battaglia, ha salutato la riapertura del Padiglione 6, un momento simbolico che segna l'inizio della rinascita dell'intero complesso monumentale.

Un cambio di prospettiva

L'intervento, finanziato con circa 50 milioni di euro nell'ambito del Piano urbano integrato, mira a trasformare quello che per decenni è stato un luogo di segregazione in un presidio di socialità. «Raccontare quella storia significa costruire consapevolezza e dare valore alla trasformazione che oggi stiamo realizzando», ha spiegato Battaglia.

«Qui per decenni la malattia mentale è stata trattata con logiche di esclusione. Oggi, invece, questi spazi tornano a vivere come luoghi aperti e accessibili. È un cambio radicale di prospettiva che restituisce dignità alla memoria e futuro al territorio».

Memoria e innovazione tecnologica

Il nuovo allestimento del Museo non è solo un’operazione di recupero storico, ma un esperimento di narrazione contemporanea. Grazie alla collaborazione con la Asl di Rieti, il percorso museale è stato arricchito da un innovativo ologramma. Questa tecnologia permette di dare voce alla memoria dei luoghi di cura e alla dignità dei pazienti, unendo le diverse esperienze della rete regionale della salute mentale.

Il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha evidenziato come questo spazio rappresenti «una tappa significativa all'interno di un più ampio percorso terapeutico», sottolineando il ruolo centrale della Asl nella promozione della salute attraverso l'integrazione tra cultura e cura.

Il futuro del Santa Maria della Pietà

La riapertura del Padiglione 6 è solo il primo passo di un programma ambizioso. Dei padiglioni interessati dai lavori, otto ospiteranno servizi sanitari della Asl, mentre tre saranno destinati ad attività del Comune, tra cui formazione e funzioni pubbliche diffuse nel parco.

«Il Santa Maria della Pietà deve diventare un presidio permanente di comunità», ha concluso l'assessore Battaglia, ringraziando progettisti e maestranze per la qualità del lavoro svolto. «Rigenerare significa non soltanto recuperare edifici, ma creare relazioni, opportunità e nuovi spazi di inclusione». Nei prossimi mesi, il piano di recupero porterà alla completa restituzione del complesso ai cittadini, con nuove aree verdi e spazi dedicati alla partecipazione quotidiana.

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