Roma, 5 maggio 2026
Pubbliredazionale
Salute
ULTIMO AGGIORNAMENTO: 2 ore fa- TEMPO DI LETTURA 6'

«La prevenzione non ha un mese: va fatta tutto l'anno»: tumore al seno, diagnosi precoce e cura integrata

La responsabile dei Centri Open Senologia del Gruppo INI, Silvia D'Onofrio, racconta l'evoluzione della diagnosi, il ruolo dell'intelligenza artificiale e l'importanza di un percorso che accompagni la paziente dalla scoperta alla terapia

«La prevenzione non ha un mese: va fatta tutto l'anno»: tumore al seno, diagnosi precoce e cura integrata

Marzo è il mese che, per tradizione, riaccende i riflettori sulla prevenzione oncologica femminile. Ma c'è chi, invece di aspettare appuntamenti sul calendario, lavora tutto l'anno perché la salute non conosce stagioni.

È il caso della dottoressa Silvia D'Onofrio, responsabile dei Centri Open Senologia del Gruppo INI, che ha costruito nel tempo qualcosa che va ben oltre il semplice centro diagnostico: un percorso integrato in cui la paziente non viene lasciata sola di fronte alla diagnosi.

I numeri della diagnosi precoce: sopravvivenza oltre l'88%

Dott.ssa D’Onofrio, partiamo dall’inizio: quanto ha inciso la diagnosi precoce sull'andamento della malattia?

«Le campagne di prevenzione e screening hanno aumentato di gran lunga il numero delle diagnosi, ma a fronte di questo si riscontra una riduzione della mortalità. Nella maggior parte dei casi il tumore della mammella viene individuato in fase precoce grazie agli strumenti di prevenzione - in primis la mammografia, ma anche l'ecografia e metodiche di secondo livello. Se scoperto precocemente, abbiamo una percentuale di risoluzione del problema superiore al 95%, con una sopravvivenza che si attesta oltre l'88%. Va ricordato che il tumore della mammella è la neoplasia più frequente nel sesso femminile: un tumore su tre della donna riguarda la mammella. Con la mammella, però, fare prevenzione è più semplice rispetto ad altri organi: basta un esame mammografico accompagnato da un'ecografia una volta l'anno per ottenere diagnosi assolutamente precoci, che si traducono in opzioni terapeutiche meno demolitive e farmaci meno impattanti.»
«Se scoperto precocemente, abbiamo una percentuale di risoluzione superiore al 95%, con una sopravvivenza oltre l'88%.»

Stile di vita e prevenzione primaria

Oltre alla mammografia, esistono comportamenti che aiutano a ridurre il rischio?

«La mammografia ci fa scoprire il tumore prima; lo stile di vita ci aiuta nella prevenzione primaria. Tutto ciò che vale come fattore di rischio per le altre forme tumorali vale anche per la mammella: evitare il fumo, la sedentarietà, l'obesità. Si è vista in particolare una forte correlazione tra aumento del grasso viscerale - quello addominale - e tumore della mammella. E poi l'alcol. Adottare uno stile di vita sano, con attività fisica almeno tre volte a settimana, aiuta concretamente a prevenire.»

Ci sono tappe da rispettare in base all'età?

«Al di sotto dei 40 anni è sempre bene eseguire una visita senologica completata da un'ecografia mammaria. Dopo i 40 anni si consiglia la mammografia abbinata all'ecografia. Esistono poi percorsi particolari: donne giovani con molti casi di tumore al seno in famiglia — di primo grado, quindi madre o sorelle — possono anticipare la mammografia dai 35 anni in su. Oppure donne con un rischio genetico accertato: alcune mutazioni non fanno necessariamente sviluppare il tumore, ma predispongono in misura tre volte superiore rispetto alla media. In quel caso il percorso è differente.»

Tomosintesi e intelligenza artificiale: la diagnosi che vede il 40% in più

Quali sono le principali evoluzioni tecnologiche nella diagnosi del tumore al seno?

«Da un punto di vista tecnologico, nell'ambito della mammografia è stata sviluppata la tomosintesi: il seno non viene più analizzato in modo statico ma dinamico, suddiviso in fettine sottili dello spessore di un millimetro, il che ci consente di rilevare il 40% dei tumori in più rispetto alla mammografia tradizionale. Negli ultimi anni si è poi affermata l'intelligenza artificiale — il cosiddetto CAD — che segnala ai radiologi le aree sospette a livello mammografico. È particolarmente utile quando si eseguono molti esami: fisiologicamente la soglia di attenzione può abbassarsi, e l'intelligenza artificiale ci aiuta a non perdere nulla. Chiaramente deve sempre avere concordanza con il nostro occhio clinico.»

Ci sono altre tecnologie disponibili nei centri senologici più avanzati?

«Sicuramente la tomosintesi e il mammografo dotato di intelligenza artificiale. Nei centri in cui non è disponibile la risonanza magnetica con contrasto — ad esempio per pazienti con pacemaker o claustrofobia — è possibile ricorrere alla mammografia con mezzo di contrasto, molto valida nella stadiazione prechirurgica. L'innovazione tecnologica nel campo della senologia è in continua evoluzione.»
«La tomosintesi suddivide il seno in fettine di un millimetro: rileva il 40% dei tumori in più rispetto alla mammografia tradizionale.»

Il lavoro di équipe: guardare insieme per ridurre l'errore

Quanto è importante il lavoro multidisciplinare nella gestione delle pazienti?

«È fondamentale. C'è un motto a cui mi attengo sempre: se tutti guardiamo insieme, il rischio di errore si riduce al massimo. Siamo medici, ma siamo anche esseri umani: guardare una paziente con tanti occhi aiuta a vederla sotto ogni prospettiva. La mia è una prospettiva radiologica, ma c'è anche quella del radioterapista, dell'oncologo, del nutrizionista, dello psicologo. La malattia è l'espressione di tanti aspetti che vanno valutati insieme affinché il percorso della donna sia il più idoneo possibile. Siamo ormai su una medicina customizzata: a seconda delle caratteristiche della patologia e della singola paziente si interviene in modo assolutamente mirato.»

L'alimentazione, la prevenzione dimenticata

Se dovesse sottolineare un messaggio sulla prevenzione primaria, quale sceglierebbe?

«Sicuramente l'alimentazione. Vedo tante persone poco attente a questo fattore, che è a mio avviso fondamentale: il corpo assimila quello che introduciamo con il cibo. Un'alimentazione sana ci aiuta a stare in forma, soprattutto dal punto di vista oncologico.»

SOS Seno: 24 ore per non lasciare sola nessuna paziente

Marzo è spesso associato a iniziative di sensibilizzazione. Come vi muovete come gruppo?

«Devo dire che sono un po' contraria a queste iniziative concentrate solo in certi mesi dell'anno. Le mie pazienti sono istruite a controllarsi ogni mese, perché la prevenzione non può ridursi a un controllo simbolico in un periodo preciso: bisogna controllarsi sempre. Marzo ci ricorda l'importanza della prevenzione, ma la prevenzione va fatta tutto l'anno. Come gruppo non facciamo iniziative straordinarie: siamo attive tutto l'anno, praticamente ogni giorno, a seguire le nostre pazienti.»
«Abbiamo però attivato un servizio che si chiama SOS Seno: tutte le pazienti che avvertono un'urgenza - scoprono improvvisamente un nodulo, percepiscono un cambiamento nella forma del seno o nella cute - possono contattarci e noi nel giro di massimo 24 ore le prendiamo in carico, le studiamo e le valutiamo. È un servizio completamente gratuito, nato in epoca Covid per aiutare le donne che non avevano accesso alle strutture ospedaliere, e che abbiamo deciso di mantenere attivo. È molto apprezzato anche dai medici del territorio, che indirizzano a noi le pazienti con questo tipo di problematica.
«Il messaggio che voglio che arrivi è questo: la prevenzione non deve avvenire a marzo o a ottobre. Deve avvenire sempre.»

______________

Silvia D'Onofrio è medico radiologo specializzata in senologia e responsabile dei Centri Open Senologia del Gruppo INI. Entrata nel gruppo a 29 anni, ha sviluppato nel tempo un modello di senologia integrata che accompagna la paziente dalla diagnosi alla terapia attraverso un approccio multidisciplinare. Sotto la sua guida è stato attivato il servizio gratuito SOS Seno, che garantisce presa in carico entro 24 ore per le urgenze senologiche.


CONDIVIDI ARTICOLO

La Capitale, il nuovo giornale online di Roma

La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024

DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi

SEDE LEGALE

Via Giuseppe Gioacchino Belli, 86
Roma - 00193

FOLLOW US
ORA EDITORIALE SRL P.IVA 17596711006© Copyright 2025 - Made by Semplice