
È stato inseguito fino al Ponte Settimia Spizzichino, in zona Ostiense/Garbatella, la rimanenza del gruppo di presunti aggressori che nella tarda serata di sabato scorso avrebbe aggredito un funzionario del Mimit davanti la stazione Termini, nel centro di Roma.
Due, in particolare, sono le persone arrestate dalla polizia che porta il totale dei fermi a quattro, mentre si starebbe ancora cercando un quinto sospetto. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli stessi sarebbero inoltre responsabili di una rapina avvenuta alle 12.30 di domenica, ai danni di una donna privata del suo telefonino su via Ostiense.
Le persone fermate sono entrambe di nazionalità tunisina, di 20 e 21 anni, il primo con precedenti per furto, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, rapina e lesioni personali mentre il secondo con precedenti per rapina.
Rimane intanto ricoverato in terapia intensiva il 57enne colpito dal gruppo di aggressori nella notte di sabato. Le sue condizioni sono stazionarie, fanno sapere dal policlinico Umberto I, e secondo i medici non sarebbe in pericolo di vita. Al momento non è stato ancora dato il via libera agli investigatori della Squadra Mobile per poter conoscere la sua versione dei fatti.
In attesa di novità, i familiari hanno ricevuto la visita del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, recatosi in ospedale per portare il proprio sostegno al dipendete del ministero.
Il caso dell'ennesima aggressione avvenuta alla "porta di Roma" sarà quindi al centro di un tavolo del comitato per l'ordine e la sicurezza a palazzo Valentini previsto per la giornata di oggi da cui potrebbe uscire una nuova stretta e ulteriori controlli fuori dalla stazione più importante della Capitale.
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