
«Io e Paolo non siamo stati forti, siamo stati trascinati dalla sua forza e dalla sua determinazione». Così il figlio di Eleonora Giorgi, Andrea Rizzoli, alla fine del rito funebre che si è svolto oggi alle 16, nella chiesa degli Artisti a piazza del Popolo. L’attrice è scomparsa a 71 anni a causa di un tumore al pancreas. La malattia, contro cui ha combattuto per quindici mesi, si era aggravata con la comparsa di metastasi al cervello.
«Mia madre non era una guerriera. Un guerriero è qualcuno che scende armato in un campo di battaglia. Ma chi è malato non ha armi», ha continuato il figlio Andrea. «Lei ha sempre avuto tempo da dedicare ai figli e ha sempre cercato di mettersi nei panni degli altri nei momenti di difficoltà. Rimane, per me e mio fratello, qualcosa di unico».
L’ultimo saluto all’iconica attrice romana ha visto la partecipazione di tutta la sua famiglia, compresi i figli Andrea Rizzoli e Paolo Ciavarro, la nuora Clizia Incorvaia, oltre ad amici e colleghi che hanno condiviso con lei il percorso umano e professionale. In prima fila, accanto ai suoi cari, erano seduti Carlo Verdone, che ha letto un passaggio della preghiera al «Signore della bellezza», la preghiera degli artisti, e Christian De Sica, volti storici del cinema italiano e colleghi con cui Eleonora Giorgi ha condiviso importanti esperienze professionali.
«Negli ultimi tre mesi invece di essere angosciata era felice, per non far star male gli altri. Negli ultimi giorni era talmente bella che così non l'avevo mai vista Grandissima donna», ha detto commosso l'ex marito Massimo Ciavarro. La cerimonia è stata un momento di raccoglimento per ricordare una delle protagoniste del cinema italiano degli anni '70 e '80, interprete di film cult e vincitrice di un David di Donatello.
A celebrare le esequie è stato monsignor Antonio Staglianò, da novembre rettore della basilica romana di Santa Maria in Montesanto, conosciuta come chiesa degli Artisti. Un dettaglio particolarmente toccante ha reso ancora più speciale l’addio all’attrice: è stata lei stessa a scegliere le canzoni che avrebbero accompagnato il suo ultimo saluto. Per l’ingresso in chiesa è stato suonato «Wish You Were Here» dei Pink Floyd, mentre per l’uscita è risuonato «A Whiter Shade of Pale» dei Procol Harum, due brani simbolici che hanno reso omaggio alla sua anima sensibile e appassionata.
All'esterno della chiesa, una folla di fan e ammiratori ha voluto renderle omaggio. Nell’attesa del funerale, qualcuno ha urlato «Eleonora sei grande», un ultimo tributo a una donna e un’artista che ha lasciato un segno indelebile nel cuore del pubblico.
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