«Il Goal» di Mario Ceroli non c'è più. La scultura in legno e acciaio - abbandonata da anni - poco lontano dallo stadio Flaminio e dal palazzetto dello Sport, è crollata.
L'opera, in via Nedo Nadi adiacente a piazza Apollodoro - realizzata come intervento di arte pubblica in occasione di Italia ’90 - è venuta già intorno alle 9 di oggi, lunedì 23 giugno. Subito dopo sono accorsi sul posto i vigili del fuoco e gli agenti della polizia Locale di Roma per transennare l'area e per interdire la circolazione sulla pista ciclabile di viale Tiziano.
La scultura si trova nel quartiere Flaminio del II municipio in una zona strategica della cultura nella Capitale, tra l'Auditorium e il Maxxi, e in piena trasformazione: a poca distanza, in via Guido Reni, nascerà, infatti, anche il museo della Scienza.
Mario Ceroli nato, a Castel Frentano in provincia di Chieti il 17 maggio 1938, si era trasferito a Roma a 10 anni dove si iscrisse all’istituto d’arte. Il suo lavoro artistico è stato rivolto alla scultura, alla pittura e al disegno ma anche alla creazione di oggetti, di ambienti e scenografie. «Il Goal», pesante 35 tonnellate e costruito in legno con elementi di acciaio zincato, fu realizzato per i mondiali ed esposto inizialmente dinanzi all’attuale Palaeur. Successivamente fu trasferito al villaggio Olimpico, a pochi passi dallo stadio Flaminio, dove dovrebbe nascere il futuro stadio della Lazio.
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