Roma, 11 agosto 2026
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Sale per mostre e matrimoni, uffici e spazi per le associazioni: ecco come sarà il villino di villa Leopardi chiuso da anni

I lavori, voluti dal II municipio, partiranno a settembre. L’obiettivo è trasformare il Villino in un nuovo spazio dedicato alla cultura, alla partecipazione e ai servizi di prossimità

di Titty Santoriello Indiano TEMPO DI LETTURA 5'
Sale per mostre e matrimoni, uffici e spazi per le associazioni: ecco come sarà il villino di villa Leopardi chiuso da anni

Chi percorre via Nomentana lo riconosce subito. Dopo anni di chiusura, a settembre inizieranno i lavori di riqualificazione del Villino di Villa Leopardi. L’intervento, da circa 3 milioni di euro, promosso dal II Municipio, consentirà di restituire l’edificio alla città con nuove funzioni pubbliche. L’obiettivo è trasformare il Villino in un nuovo spazio dedicato alla cultura, alla partecipazione e ai servizi di prossimità. L’edificio ospiterà matrimoni civili e riti laici, mostre, conferenze, concerti e incontri pubblici, oltre a spazi destinati alle associazioni, alle Consulte e agli uffici a servizio dei cittadini.

Il restauro e lo spazio per gli eventi

Il progetto prevede il restauro di facciate, decorazioni, pavimentazioni e scale originali, insieme al consolidamento dei solai e all’installazione di nuovi impianti ad alta efficienza energetica. Non mancheranno un ascensore e l’eliminazione delle barriere architettoniche, per rendere l’edificio pienamente accessibile. Anche gli spazi esterni cambieranno volto, con una piazza pedonale dotata di palco per eventi, nuove aree verdi e pavimentazioni drenanti. All’interno troveranno posto sale per matrimoni civili, cerimonie laiche, mostre, conferenze e concerti, oltre a uffici di prossimità e spazi dedicati alle associazioni e alle Consulte. Torneranno, inoltre, accessibili al pubblico il torrino e la terrazza panoramica.

Un edificio storico nel cuore del parco

Costruito nel 1905 dalla famiglia Leopardi Dittajuti, quando l’area era ancora una vigna, il Villino rappresenta da oltre un secolo una presenza significativa all’interno di uno dei parchi storici più amati del II Municipio. Gli anni di abbandono e il degrado ne hanno progressivamente limitato l’utilizzo, fino alla chiusura.

Il palco e lo spazio per gli eventi culturali

La riqualificazione interesserà anche gli spazi esterni. Davanti al Villino sorgerà una piazza pedonale destinata a eventi e iniziative culturali, dotata di un palco predisposto per illuminazione, audio e proiezioni. Il progetto prevede inoltre nuove aree verdi, pavimentazioni drenanti, un impianto di irrigazione automatizzato e un’area di servizio.

Restauro, sostenibilità e accessibilità

L’intervento punta a coniugare tutela del patrimonio storico e innovazione. Saranno restaurate le facciate, le decorazioni, le pavimentazioni originali, le scale e gli ambienti di maggior pregio, mentre l’edificio sarà dotato di nuovi impianti tecnologici, sistemi ad alta efficienza energetica e soluzioni moderne in grado di migliorarne sicurezza, comfort e sostenibilità. Grande attenzione è stata riservata anche all’accessibilità. Tutti gli ambienti saranno facilmente fruibili grazie all’eliminazione delle barriere architettoniche, all’installazione di un ascensore e alla realizzazione di servizi adeguati, così da consentire a ogni cittadino di utilizzare pienamente l’edificio.

«Un’altra scelta importante - ha sottolineato l’assessora ai Lavori Pubblici, Paola Rossi - riguarda i materiali che saranno semplici e naturali ma anche coerenti con l’ottica che stiamo perseguendo, cioè materiali sostenibili. Per questo motivo lo spazio adiacente al villino sarà completamente depavimentato e verrà realizzata una pavimentazione drenante, proprio perché oggi dobbiamo contrastare il fenomeno delle isole di calore».

Del Bello: «Un investimento sul patrimonio e sulla qualità della vita»

«Questo intervento rappresenta molto più di un’opera di restauro: è un investimento sul patrimonio storico del territorio e sulla qualità della vita del quartiere», ha commentato la presidente del II Municipio, Francesca Del Bello.

«Restituire il Villino di Villa Leopardi alla città significa creare un nuovo punto di riferimento per la cultura, l’incontro, la partecipazione e la socialità, valorizzando un luogo che appartiene alla memoria collettiva e aprendolo alle generazioni future», ha concluso la presidente.
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