Roma, 25 settembre 2026
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Scuola, studenti in protesta contro il «dl Razzismo»: flash mob al liceo Enzo Rossi e presidio a Montecitorio

Nel mirino delle proteste ci sono le nuove misure governative, ribattezzate dai manifestanti «ddl razzismo». Nel pomeriggio la seconda fase della protesta davanti alla Camera

di Anita Armenise TEMPO DI LETTURA 2'
Scuola, studenti in protesta contro il «dl Razzismo»: flash mob al liceo Enzo Rossi e presidio a Montecitorio

È un venerdì caldo per gli istituti superiori romani dopo che questa mattina gli studenti del liceo artistico Enzo Rossi sono scesi in piazza per un flash mob di protesta contro il decreto Scuola. Un'ondata di mobilitazione lanciata da Osa Roma e legata all'approvazione delle nuove misure sul tetto agli alunni stranieri e al divieto di accedere a scuola con il volto coperto, che sta coinvolgendo diversi istituti superiori romani tra striscioni, scioperi e cortei.

A intervenire duramente contro le nuove misure del governo c'è Alessandro Tatarella, segretario generale della FLC CGIL di Roma e Lazio, che bolla il provvedimento come un intervento di pura propaganda, del tutto scollegato dalle reali esigenze della didattica e dei lavoratori.

La protesta al liceo Enzo Rossi e il «ddl razzismo»

I ragazzi del liceo Enzo Rossi hanno definito il provvedimento come«ddl razzismo». Dietro agli striscioni esposti dai giovani manifestanti spicca uno slogan chiaro e diretto: «Basta razzismo di Stato. Risolvete i problemi».

Criticità territoriali e sanzioni, le parole di Tatarella

Entrando nel merito delle misure, Tatarella spiega che il tetto del 30% nelle classi prime, alla prova dei fatti, riguarderà un numero del tutto esiguo di alunni, dal momento che il provvedimento non tiene conto della mappa demografica del Paese e, nello specifico per Roma e il Lazio, dei singoli quartieri. Il sindacato avverte che queste barriere rischiano soltanto di penalizzare le scuole di prossimità e di creare gravi disagi organizzativi alle famiglie.

Non mancano le critiche anche sul fronte delle sanzioni. Come evidenzia il segretario generale, i genitori stranieri con difficoltà linguistiche verrebbero segnalati ai servizi sociali e obbligati a frequentare corsi d'italiano, rischiando multe da 200 a 1.000 euro erogate dal prefetto in caso di inadempienza. Tutto ciò, denuncia Tatarella, avviene in palese contraddizione, dal momento che non sono state previste risorse aggiuntive per i Centri provinciali per l'istruzione degli adulti (CPIA).

La vera integrazione, conclude il rappresentante della categoria, non si realizza con le quote, i divieti o le multe, ma garantendo risorse concrete, organico di ruolo e fondi per la formazione di docenti specializzati nell'insegnamento dell'italiano come seconda lingua.

L'appuntamento pomeridiano a Montecitorio

La protesta ha una seconda tappa programmata per oggi pomeriggio. Alle 16.30 è previsto un ulteriore momento di presidio e protesta a Montecitorio, per portare le voci e il dissenso degli studenti direttamente davanti alle istituzioni.

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