
Gli italiani non rinunciano alle vacanze estive, ma scelgono con maggiore cautela mete e budget. Secondo la ricerca «Turismo: prospettive e opportunità per l’estate 2026» dell’Istituto Piepoli, presentata alla Camera di Commercio di Roma, il 70% degli intervistati prevede di partire nei prossimi quattro mesi. A influenzare le decisioni sono soprattutto l’aumento dei prezzi e le tensioni geopolitiche internazionali.
L’indagine, realizzata tra il 20 e il 22 aprile 2026 su un campione rappresentativo di 500 persone, evidenzia come oltre un italiano su due abbia modificato o stia ripensando i propri programmi di viaggio. Il 54% degli intervistati ha infatti cambiato idea rispetto ai piani iniziali a causa del clima di incertezza globale.
Tra i fattori che incidono maggiormente sulle scelte dei viaggiatori emergono il caro vita e la sicurezza. Il 65% degli italiani indica l’aumento dei prezzi, tra voli, energia e inflazione, come principale elemento di preoccupazione. Il 67% del campione afferma inoltre che la situazione internazionale pesa «molto o abbastanza» sulle decisioni legate alle vacanze.
Sul fronte economico, il 48% manterrà lo stesso budget dello scorso anno, mentre il 34% sarà costretto a ridurre la spesa destinata alle ferie. Solo una minoranza prevede un miglioramento del proprio stato d’animo o della situazione personale nei prossimi mesi.
La destinazione più scelta resta l’Italia, indicata dal 56% degli intervistati. Seguono l’Europa con il 29% e i Paesi extra Ue con il 9%. La ricerca segnala inoltre un cambiamento nelle abitudini di viaggio: il 23% ha preferito mete considerate più sicure, mentre il 21% ha deciso di restare in Italia rinunciando all’estero.
Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma, ha commentato i risultati dello studio sottolineando il ruolo centrale del turismo nell’economia italiana. «I dati della ricerca dell’Istituto Piepoli confermano che il turismo resta un pilastro fondamentale del nostro sistema economico», ha dichiarato.
Tagliavanti ha poi evidenziato come emerga «una chiara richiesta di protezione» da parte dei viaggiatori, sia sul fronte del potere d’acquisto sia su quello della sicurezza. Secondo il presidente della Camera di Commercio di Roma, la maggiore attenzione verso le mete nazionali può trasformarsi in un’opportunità per le imprese italiane, chiamate a offrire qualità e prezzi sostenibili.
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