Roma, 18 gennaio 2026
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C'è una Roma che sa ancora sorprendere: ecco i sette itinerari “inaspettati” per scoprire la città

L'iniziativa Unexpected Itineraries è promossa e realizzata dall'Assessorato Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda in collaborazione con Zetema

di Rosa Chiara ScaglioneULTIMO AGGIORNAMENTO 5 ore fa - TEMPO DI LETTURA 3'

“Roma, non basta una vita”. Il titolo del saggio del vaticanista Silvio Negro, suggerito da Dino Buzzati, torna spesso nei consigli di chi prova a orientare amici e turisti tra meraviglie, deviazioni e stratificazioni della capitale. Perché chi Roma la abita e la attraversa sa che la sua storia non si esaurisce entro le Mura Aureliane e neppure dentro il perimetro del Grande Raccordo Anulare.

È da questa consapevolezza che nasce Unexpected Itineraries of Rome, un’iniziativa promossa e realizzata dall'Assessorato Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda in collaborazione con Zetema e finanziata dal Ministero del Turismo.

Da Forte Bravetta agli acquedotti di Tor Fiscale, da San Vittorino al terzo fiume di Roma, passando per l’Esquilino “segreto”, l’area archeologica di Gabii e la street art di Tor Marancia, il progetto propone sette percorsi a piedi pensati per ampliare lo sguardo sulla città e favorire una fruizione più ampia, curiosa e sostenibile del territorio.

Itinerari raggiungibili con i mezzi pubblici, accessibili, con una lunghezza variabile tra i 2 e i 7 chilometri, per scoprire un’altra Roma si scarica l’app innovativa e gratuita, dedicata ai sette itinerari, dal sito unexpecteditineraries.turismoroma.it, che accompagna il visitatore con mappe interattive, audio, video e contenuti geolocalizzati.

La Roma inaspettata

Questi percorsi raccontano una Roma che sorprende, una città in cui epoche e paesaggi convivono senza soluzione di continuità. All’Esquilino, ad esempio, la camminata attraversa un mosaico di basiliche, resti imperiali, giardini nascosti ed edifici che testimoniano trasformazioni sociali e culturali più recenti, restituendo l’immagine di un quartiere stratificato e in costante movimento.

Scendendo verso sud, lungo l’antico corso dell’Almone, archeologia e natura si rincorrono: le torri medievali si alternano agli scorci industriali dell’Ostiense, mentre il verde della Caffarella si apre tra pascoli, ruderi, santuari e memorie legate al culto del fiume sacro. Poco distante, gli archi monumentali degli acquedotti guidano lo sguardo dentro un paesaggio inaspettatamente rurale: tra il Parco degli Acquedotti e Torre del Fiscale emerge una Roma silenziosa, fatta di sentieri, campi e testimonianze dell’ingegneria antica che si stagliano nel cielo come quinte teatrali.

Anche la Roma più popolare diventa sorprendente: a Tor Marancia, le facciate delle case popolari trasformate in murales monumentali raccontano storie di comunità, identità e resistenza, componendo un museo a cielo aperto che intreccia creatività contemporanea e memoria urbana.

E oltre il raccordo la città cambia ancora volto. Nelle campagne che circondano l’area di Gabii e la zona di San Vittorino, il paesaggio si fa ampio, quasi pastorale: qui, tra scavi archeologici e tracciati immersi nel silenzio, riaffiorano l’impianto urbano dell’antica città e le sue testimonianze sacre e civili, offrendo una prospettiva rara sulla storia più antica del territorio romano.

Un turismo che si allarga

In un contesto in cui Roma continua a crescere nei numeri del turismo internazionale, il progetto punta ad ampliare le traiettorie di visita e a distribuire meglio i flussi, valorizzando aree spesso ignorate dal turismo tradizionale.

Le nuove passeggiate sono pensate per essere intuitive e autonome: oltre alla segnaletica fisica, l’app fornisce mappe, contenuti geolocalizzati e approfondimenti utili a orientarsi passo dopo passo.

Camminare lungo questi itinerari significa osservare come Roma respira: ascoltare il vociare di un mercato, ritrovarsi ai piedi di un acquedotto, attraversare un giardino di quartiere o imbattersi in un murale che racconta un pezzo di storia recente. È un invito a rallentare, a uscire dai percorsi obbligati e a scoprire quella meraviglia che spesso si nasconde proprio dove non ci aspettiamo di trovarla.

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