Roma, 4 marzo 2026

C'è una Roma che sa ancora sorprendere: ecco i sette itinerari “inaspettati” per scoprire la città

L'iniziativa Unexpected Itineraries è promossa e realizzata dall'Assessorato Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda in collaborazione con Zetema

di Rosa Chiara ScaglioneULTIMO AGGIORNAMENTO 1 mesi fa - TEMPO DI LETTURA 3'
C'è una Roma che sa ancora sorprendere: ecco i sette itinerari “inaspettati” per scoprire la città

“Roma, non basta una vita”. Il titolo del saggio del vaticanista Silvio Negro, suggerito da Dino Buzzati, torna spesso nei consigli di chi prova a orientare amici e turisti tra meraviglie, deviazioni e stratificazioni della capitale. Perché chi Roma la abita e la attraversa sa che la sua storia non si esaurisce entro le Mura Aureliane e neppure dentro il perimetro del Grande Raccordo Anulare.

È da questa consapevolezza che nasce Unexpected Itineraries of Rome, un’iniziativa promossa e realizzata dall'Assessorato Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda in collaborazione con Zetema e finanziata dal Ministero del Turismo.

Da Forte Bravetta agli acquedotti di Tor Fiscale, da San Vittorino al terzo fiume di Roma, passando per l’Esquilino “segreto”, l’area archeologica di Gabii e la street art di Tor Marancia, il progetto propone sette percorsi a piedi pensati per ampliare lo sguardo sulla città e favorire una fruizione più ampia, curiosa e sostenibile del territorio.

Itinerari raggiungibili con i mezzi pubblici, accessibili, con una lunghezza variabile tra i 2 e i 7 chilometri, per scoprire un’altra Roma si scarica l’app innovativa e gratuita, dedicata ai sette itinerari, dal sito unexpecteditineraries.turismoroma.it, che accompagna il visitatore con mappe interattive, audio, video e contenuti geolocalizzati.

La Roma inaspettata

Questi percorsi raccontano una Roma che sorprende, una città in cui epoche e paesaggi convivono senza soluzione di continuità. All’Esquilino, ad esempio, la camminata attraversa un mosaico di basiliche, resti imperiali, giardini nascosti ed edifici che testimoniano trasformazioni sociali e culturali più recenti, restituendo l’immagine di un quartiere stratificato e in costante movimento.

Scendendo verso sud, lungo l’antico corso dell’Almone, archeologia e natura si rincorrono: le torri medievali si alternano agli scorci industriali dell’Ostiense, mentre il verde della Caffarella si apre tra pascoli, ruderi, santuari e memorie legate al culto del fiume sacro. Poco distante, gli archi monumentali degli acquedotti guidano lo sguardo dentro un paesaggio inaspettatamente rurale: tra il Parco degli Acquedotti e Torre del Fiscale emerge una Roma silenziosa, fatta di sentieri, campi e testimonianze dell’ingegneria antica che si stagliano nel cielo come quinte teatrali.

Anche la Roma più popolare diventa sorprendente: a Tor Marancia, le facciate delle case popolari trasformate in murales monumentali raccontano storie di comunità, identità e resistenza, componendo un museo a cielo aperto che intreccia creatività contemporanea e memoria urbana.

E oltre il raccordo la città cambia ancora volto. Nelle campagne che circondano l’area di Gabii e la zona di San Vittorino, il paesaggio si fa ampio, quasi pastorale: qui, tra scavi archeologici e tracciati immersi nel silenzio, riaffiorano l’impianto urbano dell’antica città e le sue testimonianze sacre e civili, offrendo una prospettiva rara sulla storia più antica del territorio romano.

Un turismo che si allarga

In un contesto in cui Roma continua a crescere nei numeri del turismo internazionale, il progetto punta ad ampliare le traiettorie di visita e a distribuire meglio i flussi, valorizzando aree spesso ignorate dal turismo tradizionale.

Le nuove passeggiate sono pensate per essere intuitive e autonome: oltre alla segnaletica fisica, l’app fornisce mappe, contenuti geolocalizzati e approfondimenti utili a orientarsi passo dopo passo.

Camminare lungo questi itinerari significa osservare come Roma respira: ascoltare il vociare di un mercato, ritrovarsi ai piedi di un acquedotto, attraversare un giardino di quartiere o imbattersi in un murale che racconta un pezzo di storia recente. È un invito a rallentare, a uscire dai percorsi obbligati e a scoprire quella meraviglia che spesso si nasconde proprio dove non ci aspettiamo di trovarla.

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